(foto allegata al comunicato stampa della Lipu)

Riceviamo dalla delegazione di Fermo della Lega Italiana Protezione Uccelli (Lipu), e pubblichiamo:

«I circhi con animali appartengono al passato. È tempo di emanare un’ordinanza. Non è veramente accettabile che ancora oggi, nel 2026, i circhi con animali selvatici vengano ospitati nel territorio del Comune di Fermo. (…) Gli animali appartengono  a specie esotiche e protette e sono tenuti prigionieri probabilmente sin dalla nascita. È ormai chiaro a tutti che questa prassi non è più accettabile sulla base delle categorie etiche e della coscienza ecologica sviluppata dalla nostra società. Sia chiaro che non stiamo dicendo che è una pratica illegale, ma è evidente che si basa su una concezione del rapporto uomo-animale sbagliata e a dir poco ottocentesca.

Molte città e regioni d’Italia hanno già compiuto questa scelta, e noi riteniamo che anche la città di Fermo sia ormai matura per fare proprio questo elementare principio: no ai circhi con animali nel territorio comunale. La scelta può essere assunta nella forma di un regolamento per gli animali, come ve ne sono in diversi comuni d’Italia, o come una delibera di Consiglio Comunale o come una Ordinanza del Sindaco, ma quello che conta è la sostanza: è tempo di dire basta ai circhi con animali.
È necessario puntualizzare alcuni aspetti. In questi ambienti gli spazi per gli animali sono (a detta della Lipu, come scritto nella sua nota, ndr) inadeguati e spesso ridotti; gli animali vengono costretti a compiere esercizi lontani dal loro comportamento naturale; gli animali sono soggetti e continui spostamenti e i lunghi viaggi che causano stress, come del resto le esibizioni stesse a causa dell’esposizione a suoni forti, rumori, luci; le condizioni di detenzione spingono gli animali a sviluppare stereotipie, ovvero comportamenti ripetitivi come mordersi le zampe, camminare in cerchio, dondolarsi; per di più si ha spesso la precoce separazione dei cuccioli dalle madri. (…).

(foto allegata al comunicato stampa della Lipu)

Possiamo addirittura credere che i gestori dei circhi amino effettivamente (a modo loro) gli animali che possiedono. Ma alla fine, di che amore stiamo parlando? È chiaro che un amore che rinchiude in gabbia l’oggetto amato è un sentimento malato. Che amore è quello che dopo aver rinchiuso l’essere amato, lo frusta (…) e lo costringe a comportamenti del tutto innaturali solo per divertire un pubblico pagante? Se qualcuno dice di amare gli animali e poi li tratta così, vuol dire che ha una concezione sbagliata dei sentimenti, prima ancora che della natura. In realtà gli animali devono vivere liberi nell’ambiente che la natura ha scelto per loro.
Gli animali selvatici anche se nati in cattività rimangono animali selvatici con bisogni da animali selvatici. Non sono animali domestici, anche se addestrati, perché la domesticazione cambia la genetica dell’animale stesso e questo non è il caso degli animai nei circhi, perché è un processo evolutivo che, generazione dopo generazione, impiega decine di migliaia di anni per compiersi. Inoltre gli animali sono considerati essere senzienti e l’intrattenimento umano non può essere più importante del benessere degli animali stessi.
E poi non parliamo del ricatto occupazionale, liberiamoci dal luogo comune per cui l’attività circense debba scomparire dopo la rinuncia all’uso di animali vivi; perché oltre alla immortale arte del clown, rimane comunque bello e affascinante assistere agli spettacoli di divertimento o di abilità fisica elaborati dagli uomini, con libertà e intelligenza, come nello sport. Non dimentichiamo che il circo più bello del mondo è costruito sull’uomo acrobata e sulla sua forza e la sua grazia, senza animali. Ed è uno spettacolo meraviglioso.
Ed esistono anche circhi che utilizzano gli ologrammi ottenendo degli effetti eccezionali. Il fatto è che ormai, nella nostra società moderna e con la coscienza etica ed ecologica che abbiamo maturato, allestire circhi con animali è una operazione del tutto diseducativa, immorale e antipedagogica. È un errore grave mostrare ai bambini degli animali legati, incatenati che si esibiscono in spettacolini inutili, innaturali e umilianti. I bambini devono conoscere gli animali nella teoria, con l’aiuto della scuola e con tutti gli altri mezzi di apprendimento anche digitali che la nostra società mette loro a disposizione, e nella pratica li devono conoscere nei loro ambienti naturali. Il resto è ormai antiquato e da cancellare. La Lipu ormai da quindici anni cerca di far comprendere alla città questi semplici concetti e anni fa ha organizzato anche una raccolta di firme in tal senso E oggi chiediamo al Comune di Fermo di adottare un’ordinanza contro i circhi con animali. Pensiamo che sia giunta l’ora».

© RIPRODUZIONE RISERVATA