di redazione CF

Proseguono gli accertamenti per fare piena luce sulla tragedia avvenuta il 6 giugno scorso in via Trentino, dove una violenta esplosione ha distrutto una palazzina provocando tre vittime e il ferimento di altre due persone.

Gli specialisti dei Vigili del fuoco sono tornati ieri sul posto per effettuare le cosiddette procedure irripetibili, da codice di procedura penale, su disposizione della Procura della repubblica di Fermo, guidata dal procuratore capo Raffaele Iannella, per un accurato sopralluogo nell’area del disastro. L’obiettivo è quello di ricostruire con precisione la dinamica della fuga di gas e della successiva esplosione che ha causato il crollo dell’edificio e la conseguente tragedia con tre vittime. L’esplosione, avvenuta poco dopo le 5 del mattino, aveva provocato il crollo dell’intera palazzina. Dalle macerie furono estratti senza vita Giuseppe Pieroni, 47 anni, ed Ettorino Paccapelo, 89 anni. Romano Cerqueti, 60 anni, morì invece successivamente in ospedale a causa delle gravi ferite riportate.

Durante le operazioni sono stati rimossi i sigilli alla zona interessata e sono iniziati gli scavi con mezzi meccanici per recuperare elementi utili alle indagini. Tra i reperti rinvenuti ci sarebbe anche il contatore del gas, che sarebbe stato ritrovato integro e destinato ora all’esame dei periti incaricati della consulenza tecnica.

Sul posto, insieme agli specialisti del 115 con in testa il direttore coordinatore speciale, Marco Lambruschi, erano presenti gli uomini della Polizia Scientifica della Questura di Fermo. Presente anche l’avvocato Igor Giostra, legale di alcune delle persone coinvolte nella vicenda, tra cui Elisabetta Cerqueti, che nell’esplosione ha perso il fratello Romano Cerqueti, la madre e il perito di parte, l’ingegner Samuele Biondi.

L’area resta sotto sequestro e a disposizione dell’autorità giudiziaria. Nei prossimi giorni il materiale raccolto sarà analizzato dai consulenti tecnici nella speranza di individuare gli elementi necessari a chiarire le cause dell’esplosione. Resta infatti ancora senza risposta il quesito principale: cosa abbia provocato la fuga di gas e il successivo innesco che ha determinato la devastante esplosione. Le analisi in corso potrebbero fornire indicazioni decisive per comprendere la sequenza degli eventi e dare una spiegazione a una tragedia che ha profondamente colpito l’intera comunità.

 

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