Con un’interrogazione in merito all’abbandono dei rifiuti, Saturnino Di Ruscio ha voluto chiedere approfondimenti e dare qualche consiglio all’amministrazione comunale, per combattere una piega che purtroppo continua ad essere presente ancora oggi.

Un’interrogazione che nasce dopo aver conosciuto i volontari di “Nel nostro piccolo” guidati da Sonia Trocchianesi, che da anni con eventi mirati ed aperti alla cittadinanza, si dedicano alla cura dell’ambiente e alla rimozione di rifiuti dalle zone più disparate ed impervie di Fermo. Dalle “semplici” cartacce a rifiuti ingombranti come elettrodomestici o pneumatici, il bottino delle pulizie è purtroppo sempre corposo e anche dopo la bonifica, alcuni luoghi tornano ad essere inquinati.

Per questo motivo Di Ruscio ha voluto redigere quello che ha rinominato come Piano d’Intervento per ridurre tale mal costume.  

«Ho trasmesso in data 25 giugno alla amministrazione comunale l’interrogazione relativa al fenomeno dell’abbandono dei rifiuti nel territorio comunale con richiesta di inserimento all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale – ha esordito Di Ruscio -l’impegno era stato preso in campagna elettorale con il Gruppo di volontari “nel nostro piccolo” guidato da Sonia Trocchianesi ed era quello di supportarli nella loro azione quotidiana attraverso un maggiore impegno e collaborazione da parte del Comune. A prescindere dall’esito delle elezioni gli impegni si rispettano e si fa quel che si può con gli strumenti a disposizione. Se da una parte il gruppo di volontari ogni settimana fa le sue uscite per ripulire scarpate, fossi, sponde dei fiumi, ecc. dai rifiuti abbandonati, il fenomeno non regredisce, anzi. Con questa interrogazione si vuole stimolare l’amministrazione comunale a fare la sua parte, non è sufficiente inviare la Fermo Asite a caricare e portare a smaltimento o recupero i rifiuti raccolti e insacchettati dai volontari, ma occorre un vero e proprio piano d’azione con interventi di prevenzione, monitoraggio, controllo, sanzioni, ecc. così come meglio illustrato nell’interrogazione di seguito pubblicata» .

«Il piano di intervento che ho ipotizzato, prevede di realizzare una mappatura del territorio individuando i punti critici per programmare interventi mirati. I volontari del “nel nostro piccolo”, gli autisti dei mezzi di raccolta, i cittadini possono essere utilissimi nel segnalare situazioni di abbandono – sottolinea il consigliere di minoranza – segnalazioni finalizzate all’invio delle squadre d’intervento. Si possono sfruttare app e altri strumenti per inviare le segnalazioni anche in formato “smart” e localizzare in tempo reale l’abbandono di rifiuti. Si possono introdurre fototrappole e videosorveglianza: sulla base della mappatura è possibile installare nelle aree più a rischio dei dispositivi mobili a infrarossi per riprendere targhe e volti nel rispetto della normativa sulla privacy”. 

Molte le ipotesi di repressione e contrasto che Di Ruscio vorrebbe mettere in campo, tra queste anche l’uso dell’Intelligenza Artificiale: «Si possono utilizzare i sistemi di telerilevamento avanzati e intelligenza artificiale per individuare siti di rifiuti abbandonati. L’Università Politecnica delle Marche ha realizzato diversi progetti di ricerca recentemente diffusi attraverso gli organi d’informazione. Utile anche il coinvolgimento dei cittadini con segnalazioni e controllo di vicinato, le attività di sensibilizzazione dei cittadini. Attività e campagne di educazione ambientale oltre a quelle repressive oltre alle operazioni ed i controlli che possono essere eseguiti dalla Polizia Locale. ​Nella messa a punto e gestione del Piano d’azione di contrasto all’abbandono dei rifiuti è essenziale il contributo del Gruppo “nel nostro piccolo” per l’esperienza maturata in questi 6 anni e magari possono coordinare anche alcune azioni strategiche. Sarebbe utile sapere su circa 300 interventi di “bonifica” effettuati dal “nel nostro piccolo” quanti verbali sono stati elevati dal Comune di Fermo e quanti sono andati a buon fine».

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