Martedì 30 giugno il regista Ciro Ippolito presenterà all’Arena Bazzani di Porto San Giorgio “Arrapaho” insieme a due moderatori di eccezione, Andrea Coppelli e Andrea Cardarelli, in una serata che si preannuncia pirotecnica. Una chicca stracult trash è pronta ad arrivare per la rassegna “Ti porto al cinema Estate 2026”.La Cineteca di Bologna ha restaurato Arrapaho di Ciro Ippolito, oggetto unico e maledetto nel panorama del cinema italiano di tutti i tempi, tanto odiato quanto amato dalla critica, un must assoluto del cinema de-genere, il colpo di grazia assestato alla crisi creativa e produttiva degli anni ‘80.
Folgorato da Il senso della vita dei Monty Python, nel 1984 Ciro Ippolito si affida agli Squallor, irriverente side-project demenzial-musicale formato da Daniele Pace, Totò Savio, Giancarlo Bigazzi e Alfredo Cerruti (ovvero il gotha produttivo della musica pop italiana). Il risultato è proprio Arrapaho, una sorta di Romeo e Giulietta in salsa western liberamente tratto dall’album omonimo degli Squallor.
Scella Pezzata, figlia di Palla Pesante, capo tribù dei Cefaloni, è promessa a Cavallo Pazzo, ma è innamorata di Arrapaho, figlio di Mazza Nera, capo tribù degli Arrapaho. Ma anche Luna Caprese della tribù Frocheyenne è innamorato di Arrapaho.
Un’opera irragionevole, arbitraria, incoerente, maleducata, in cui si mescolano in modo dissacrante nativi americani e napoletanità, stereotipi e parodie di tormentoni pubblicitari. Leggenda vuole che Ippolito giri tutto in soli quindici giorni, dando un solo diktat agli Squallor: “dovete violentare il film!” E così fecero.















