
La ricostruzione della scuola “Leonardo Da Vinci” è al centro della nuova interrogazione consiliare protocollata dal consigliere comunale di opposizione Saturnino Di Ruscio.
L’ ex sindaco chiede lumi all’attuale amministrazione, sul perché si sia scelto di ricostruire la scuola nello stesso luogo nel quale si sono verificate criticità dovute a problematiche anche di natura morfologica e geologica del terreno, invece che pensare di costruire un moderno ed efficiente plesso scolastico in un area più sicura come quella del quartiere di Santa Caterina.
«Ricostruire la scuola Leonardo Da Vinci nello stesso sito rappresenta una scelta miope che fa perdere alla città di Fermo una straordinaria occasione di crescita e di sviluppo urbano e civile», ha sentenziato Di Ruscio.
«Il progetto di Santa Caterina fatto a suo tempo, non era un’idea astratta. Il progetto era pensato per ospitare circa 500 studenti in una struttura moderna, funzionale e sicura. Il progetto prevedeva aule didattiche, laboratori specialistici, biblioteca, mensa, ampi spazi collettivi, ampie aree esterne e una palestra che avrebbe funzionato autonomamente rispetto alla scuola, diventando così utile anche per le associazioni. Non era soltanto una scuola: era una “infrastruttura” a servizio ed integrata nella città – sottolinea Di Ruscio – oggi si stanno investendo quasi undici milioni di euro per ricostruire una scuola esattamente nello stesso luogo dove quella precedente ha manifestato criticità importanti. Nessuno mette in discussione la qualità del nuovo edificio né il lavoro dei progettisti. Ma una cosa è progettare una scuola sicura, altra cosa è scegliere il luogo migliore dove realizzarla con una visione che guarda alle prossime generazioni e al futuro di Fermo. L’area attuale presenta da sempre condizioni complesse sotto il profilo geomorfologico e geotecnico. Le problematiche che hanno interessato il versante nel corso degli anni sono note e documentate. È evidente che la nuova struttura sarà realizzata con tutte le garanzie richieste dalle normative vigenti, ma è altrettanto evidente che una parte significativa delle risorse dovrà essere destinata a opere strutturali e fondazioni particolarmente impegnative per garantire nel tempo la massima sicurezza dell’edificio».
«L’intervento di demolizione e ricostruzione dell’attuale edificio scolastico avviene su un’area che rientra nel Piano per l’Assetto Idrogeologico (Pai) della Regione Marche in corrispondenza del dissesto classificato a rischio R1, moderato. La classificazione R1 non costituisce, di per sé, un divieto alla realizzazione dell’opera, ma la completa sostituzione dell’organismo edilizio comporta inevitabilmente una nuova interazione tra struttura e terreno, che deve essere oggetto di approfondite verifiche geologiche, geomorfologiche, geotecniche e strutturali – conclude Di Ruscio – oltretutto continueranno a verificarsi le problematiche a livello di viabilità, che da sempre hanno caratterizzato l’area nel periodo scolastico».














