da dx. Lanfranco Ceroni e Spiro Prebibaj

«Sottotetti e soffitte: il Consiglio regionale delle Marche ne facilita il recupero. Nuove altezze minime per l’abitabilità». E’ quanto rimarca l’Ente Scuola Edile di Ascoli Piceno e Fermo, presieduto da Lanfranco Ceroni.
«Il Consiglio regionale delle Marche – spiegano, nel dettaglio, dall’Ente – ha approvato un’importante modifica alla legge regionale sull’edilizia, introducendo novità sostanziali per il recupero a fini abitativi di sottotetti e locali con coperture a spiovente. Un provvedimento che risponde alla necessità di valorizzare il patrimonio immobiliare esistente, riducendo il consumo di suolo e offrendo nuove opportunità di intervento per il settore delle costruzioni».
La novità principale riguarda l’altezza minima ammissibile nelle parti più basse dei locali con coperture a falde inclinate, che viene sensibilmente ridotta, passando da 1,40 metri a 1 metro. Resta invece invariata l’altezza media ponderata già richiesta dalla normativa vigente per garantire la salubrità degli ambienti.
«Si tratta di una semplificazione tecnica che renderà accessibili e regolarizzabili molti volumi finora inutilizzati, impattando direttamente sulla progettazione e sulla gestione dei cantieri di ristrutturazione. L’Ente Scuola Edile di Ascoli Piceno e Fermo si impegna – rimarcano proprio dall’Ente – non appena verrà pubblicato il testo integrale della Legge sul Bollettino Ufficiale della Regione Marche (Burm), a fornire a tecnici, imprese e maestranze del territorio i necessari approfondimenti operativi».
«Una norma che valorizza – il commento del presidente, Lanfranco Ceroni – il patrimonio esistente e offre un ottimo slancio al settore edile marchigiano, stimolando investimenti privati attraverso il recupero intelligente dei volumi senza consumo di nuovo suolo»
«Questa semplificazione – aggiunge il vicepresidente Spiro Prebibaj – agevola il lavoro di imprese e artigiani. Sarà ora fondamentale coniugare la flessibilità dei nuovi spazi con la consueta e massima attenzione alla sicurezza dei lavoratori nei cantieri».
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