Il Comitato 5 Luglio , come ogni anno, si mobilita di nuovo in occasione del decimo anniversario dell’omicidio razzista di Emmanuel Chidi Nnamdi. Il ritrovo è a Piazza Verdi, adiacente allo Stadio Recchioni, dove dalle 20.30 si alterneranno, all’interno di un ricco programma, vari interventi delle numerose organizzazioni partecipanti e il concerto di Enrico Capuano & la Tammurriata Rock feat Anemamè.

Per l’occasione Il Comitato si è avvalso anche della collaborazione di artisti come Moni Ovadia, che ha prodotto un videomessaggio e Mauro Biani, che ha creato la vignetta dell’iniziativa.

«Dieci anni fa veniva ucciso a Fermo, sulla Strada Nuova, Emmanuel Chidi Nnamdi, dopo aver subito, insieme a sua moglie Chiniery, insulti razzisti. Emmanuel è stato ucciso perché nero, africano, immigrato, povero – dichiarano dal Comitato 5 luglio – su questo, almeno, la sentenza del Tribunale fu chiara: un omicidio con motivazioni razziali. In questi dieci anni, in tutta Italia e nel mondo, nonostante l’impegno di tante donne e uomini coscienti del valore universale dei diritti fondamentali, il razzismo ha continuato a uccidere e a discriminare in maniera crescente. Tanti Emmanuel sono morti e continuano a morire nel Mediterraneo, lungo le rotte migratorie, nei quartieri, nelle campagne, nei luoghi di lavoro e nei ghetti dove prolifera il lavoro schiavistico. La violenza razzista non è mai un fatto isolato, un gesto improvvisato, ma è sistemica, cioè il risultato di un clima costruito nel tempo e alimentato dalla propaganda, dalla disumanizzazione, dalle politiche di esclusione e di inferiorizzazione trasformate in guerra contro chi migra ma anche in guerra contro chi pratica accoglienza, solidarietà, rivendicazione dei diritti e tutela della dignità umana. Basti pensare alla mostruosità delle politiche di deportazione, espresse nell’abietto eufemismo oggi in voga della remigrazione, o a quelle della detenzione amministrativa dei moderni lager dei Cpr (centri di permanenza e rimpatrio). O alle ennesime leggi sicurezza , che intendono soffocare il dissenso colpendo i diritti di riunione e di manifestazione e che non a caso sono state definite il più grande attacco alle libertà democratiche del nostro Paese dal dopoguerra Oppure pensiamo al Patto Migrazione e Asilo licenziato nei giorni scorsi dall’Unione europea, che amplifica l’orrore dell’internamento e demolisce i principi del diritto d’asilo e di movimento Noi continuiamo a non voltarci dall’altra parte, a voler mantenere salde e a far crescere, soprattutto tra i giovani, le idee di eguaglianza, libertà , solidarietà e giustizia sociale della Costituzione. A praticare un lavoro quotidiano per una cultura dei diritti, della pace, dell’antifascismo. Emmanuel vive nelle lotte che continuano»

Hanno dato la loro adesione: Comunità Nigeriana Fermo, Centro di Cultura Islamica del Piceno, Associazione Maliani Marche, Associazione Gambia Youths di Fermo, Sumud Centro Culturale Palestinese, Skanderbeg Associazione Albanesi Fermo, Amnesty International Marche, Anpi Sezione di Fermo, Volontari Emergency Gruppo di Fermo, Associazione Giungla Porto San Giorgio, Noisette Rete degli Studenti Medi, Isml Istituto Storico Movimento di liberazione, Coordinamento Marche per la Palestina, Piceno per la Palestina, ArciSpazio 25 Aprile, Libera Presidio di Fermo, Coordinamento Nativa Porto Sant’Elpidio, Casa del Popolo Macerata, Baobab Experience Roma, Usb Unione Sindacale di Base, Le Radici del Sindacato in Cgil Marche, Fiom CGIL Fermo, Fiom Cgil Marche, Uil Marche, Ast Cisl Fermo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA