«Ricevere encomi da pazienti e loro familiari è sempre gratificante per noi e per i nostri eccellenti professionisti. Ma quando l’elogio arriva dai familiari di una persona compianta, assume un valore inestimabilmente prezioso per la nostra Azienda». Con queste parole il direttore generale dell’Ast Fermo, dottor Roberto Grinta, ha accolto l’attestato di stima del figlio di un paziente ricoverato all’Hospice di Montegranaro e, purtroppo, spirato di recente.

 

«Trovare parole di ringraziamento e stima in momenti e fasi della vita in cui si è investiti da un dolore così grande come quello di un lutto è, sì, specchio di una grande forza ma al contempo è la riprova del grande spessore umano e professionale dei nostri sanitari e dell’importanza che nel tessuto sanitario locale riveste una struttura come l’Hospice di Montegranaro (in capo al direttore dell’Oncologia dell’Ast, dottor Renato Bisonni), virtuoso esempio della mission della nostra Ast sia per una sempre più sensibile e attenta umanizzazione delle cure per i nostri pazienti che per le premure che i loro familiari meritano».

 

Di seguito la lettera recapitata all’Urp dell’Ast fermana:

«Desidero condividere queste poche righe, a nome mio e della mia famiglia, per esprimere la nostra più sincera gratitudine e mettere in evidenza il prezioso operato dell’Hospice di Montegranaro. Alla fine dello scorso anno a mio padre è stato diagnosticato un glioblastoma, un tumore cerebrale particolarmente aggressivo. Da quel momento è iniziato un percorso durissimo fatto di speranze, interventi chirurgici, visite, ricoveri, terapie e continui cambiamenti. Purtroppo, nel giro di pochi mesi, è diventato chiaro che non c’erano più cure in grado di fermare la malattia e ci è stato proposto il trasferimento in Hospice. Devo ammettere che la nostra reazione iniziale è stata di grande paura. Come credo accada a molte famiglie, associavamo questa struttura a un luogo di cui si preferisce non parlare, quasi fosse sinonimo di resa. Oggi posso dire, con assoluta sincerità, che ci sbagliavamo».

 

«Fin dal primo giorno siamo stati accolti con rispetto, disponibilità e una straordinaria sensibilità. Medici, infermieri e operatori socio-sanitari si sono presi cura non solo di mio padre, ma anche di noi familiari, accompagnandoci con discrezione e competenza. Desidero rivolgere un ringraziamento particolare al dottor Calogero (Gucciardino) e alla dottoressa Barbara (Esperide) che, con grande umanità e disponibilità, hanno saputo accogliere le nostre paure e accompagnarci con una presenza costante. Per noi sono stati un punto di riferimento prezioso».

 

«Un ringraziamento altrettanto sentito va a tutti gli infermieri e agli operatori socio-sanitari che, con grande empatia e dedizione, hanno saputo comprendere il nostro dolore e prendersi cura di mio padre con grande rispetto. Oggi, (dopo la) sua scomparsa, ho deciso di condividere questa testimonianza perché spero possa essere utile ad altre famiglie. Mi auguro che queste parole possano contribuire, anche solo in parte, ad abbattere quel muro di timore e diffidenza che ancora oggi molte persone provano nei confronti dell’Hospice. Noi stessi avevamo paura di quel percorso, ma abbiamo scoperto un luogo fatto di persone che con grande umanità e professionalità aiutano persone che vivono un dolore immenso. A tutto il personale dell’Hospice di Montegranaro va il nostro più sincero e profondo grazie. Con riconoscenza, …, a nome della famiglia…».

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