Patrizia Canzonetta

«La brutale aggressione alla barista di Porto Sant’Elpidio impone una riflessione seria. Innanzitutto le esprimo la mia piena solidarietà con l’augurio di una pronta guarigione. Ma proprio perché, da quanto emerge, non si tratta di immigrazione bensì di un cittadino residente, già conosciuto dalle forze dell’ordine e protagonista di ripetuti episodi di comportamento violento e molesto, questa vicenda dimostra che il tema della sicurezza è molto più complesso degli slogan». A parlare è l’ex assessore e segretaria cittadina del Pd di Porto Sant’Elpidio, e oggi membro della segreteria regionale dem, Patrizia Canzonetta. Lo spunto di riflessione arriva dall’aggressione subìta da una barista della sua città. Una notizia che ha avuto grande eco mediatica. E naturali strascichi, anche politici.
«Fratelli d’Italia governa il Paese dal 2022, la Regione Marche dal 2020 e fa parte della maggioranza che amministra anche il Comune e la Provincia. Ha quindi una filiera istituzionale completa. Per anni – puntualizza Canzonetta – ha indicato la sicurezza come una priorità assoluta, promettendo maggiore tutela per cittadini, commercianti e operatori delle forze dell’ordine. È quindi legittimo chiedere: dopo anni di governo, quali strumenti sono stati messi in campo per impedire che persone già note e segnalate possano continuare a rappresentare un pericolo? Perché, secondo le ricostruzioni, quest’uomo sarebbe tornato più volte sul posto nonostante i precedenti interventi, fino ad arrivare all’aggressione della barista. La sicurezza non si costruisce soltanto con l’inasprimento delle pene o con gli annunci. Servono forze dell’ordine con organici adeguati, norme efficaci, una magistratura nelle condizioni di intervenire tempestivamente quando la legge lo consente, ma anche una rete sanitaria e di salute mentale capace di prendere in carico chi rappresenta un rischio concreto per sé e per gli altri. E serve un coordinamento costante tra istituzioni, servizi sanitari, servizi sociali e autorità di pubblica sicurezza. La solidarietà alla vittima è doverosa. Ma non basta. I cittadini e i commercianti chiedono soprattutto di poter lavorare e vivere senza paura. Quando si governa praticamente a tutti i livelli istituzionali, non si può continuare a dire che “servono risposte”. Le risposte bisogna darle. Ed è sui risultati, non sulle promesse, che chi governa viene giustamente giudicato».
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