Tutto pronto a Smerillo per la 17esima edizione del Festival “Le Parole della Montagna”, che dal 17 al 19 luglio porterà il pubblico a riflettere sul termine “Soccorso”, attraverso esibizioni, dialoghi e momenti di confronto con i tanti ospiti che si alterneranno sul palco.
La direttrice artistica del festival, Simonetta Paradisi, ed Andrea Agostini, presidente della fondazione Marche Cultura – Marche Film Commision, sono stati ospiti oggi della trasmissione Happy Togheter su Radio Fm 1 per raccontare l’ultima edizione di un festival che ormai da anni è diventato un punto di riferimento per il territorio dei Sibillini.
«Questo è il terzo anno che la Fondazione supporta il Festival, che quest’anno ha scelto la parola “Soccorso”. Una parola sulla quale ho riflettuto molto e mi ha fatto pensare a chi riesce a richiedere soccorso, il coraggio che ci vuole nel chiedere aiuto – ha dichiarato Andrea Agostini – questo festival ci permette di fare un’esperienza multidisciplinare: non è solo letteratura, è arte, riflessione, sport, gioco e molto altro. Tante attività da poter fare ogni giorno. Tutto questo a Smerillo, un luogo con cui molti hanno un legame speciale. Un festival straordinario, di quelli che non penseresti di poter vivere a due passi da casa».
«”Le parole della Montagna” non ha mai risposte, ma lancia provocazioni e lo fa da 17 anni a Smerillo, dove non è facile arrivare e anche solo raggiungere quegli ambienti diventa una sfida. Questo però è il luogo ideale per permettere all’uomo di riappropriarsi dell’essenziale. Abbiamo messo a disposizione del nostro pubblica il nulla, un vuoto da riempire attraverso la parola, da cui prende poi il titolo il festival. La nostra storia dice che tutto è stato complicato, ma oggi abbiamo tanti appassionati che ci seguono, alcuni sono diventati dei fedelissimi, dalla Marche ma anche da fuori regione – ha raccontato Simonetta Paradisi – con il festival cerchiamo anche di attirare l’attenzione su dei posti meravigliosi come Smerillo, che purtroppo soffrono il declino demografico, e che vogliono essere riempiti e ripopolati. Importante anche la rete dei borghi che stiamo cercando di realizzare, quest’anno collaboreremo con Monte San Martino ed Arquata del Tronto. Questo è un festival di emozioni e relazioni, che accende rapporti».
«Solitamente cerchiamo di costruire un ponte con la parola dell’anno precedente, che era “Precipizio” e con il momento storico che si vive. Le notizie che abbiamo purtroppo ci creano instabilità e su quel crinale di indeterminatezza siamo andati a scegliere “Soccorso”, che rappresenta un po’ una lente di ingrandimento sulla nostra natura umana – ha aggiunto la direttrice artistica – la specie umana, secondo la paleontologia, è sopravvissuta al tempo proprio perché, a differenza di come capita spesso nel mondo animale, presta soccorso ai più deboli e non li lascia indietro. Questo sarà un festival che parla di chi aiuta ovviamente, ma anche di chi ha il coraggio di chiedere aiuto. Sarà però anche un festival che parlerà di chi l’aiuto non lo vuole».















