Federico Raccichini

di Federico Raccichini

PAGELLONE PALIO DI FERMO 2026

Archiviato anche il Palio dell’Assunta 2026, è arrivato il momento più pericoloso: quello delle pagelle. Tra promossi, bocciati, sorprese, rimpianti e qualche voto di stima, proviamo a raccontare quello che abbiamo visto tra canapi, curvone e rettilineo finale. Come sempre senza prenderci troppo sul serio, perché il Palio è passione, ma anche sfottò. E allora, matita rossa e blu alla mano, cominciamo.

 

SAN MARTINO (Dori Fortuna) VOTO 10 E LODE

Palio perfetto per i bianconeri, che tirano fuori dal cilindro due autentici colpi: la mano fortunata del Priore, che alla Tratta pesca Dori Fortuna e soprattutto la scelta di affidarsi a Gavino Sanna. Da quel momento non sbagliano praticamente più nulla. Dori Fortuna prende alla perfezione la prima batteria e vola in finale con una vittoria schiacciante, facendo cominciare a tutto il popolo bianconero il sogno di levarsi finalmente quella famosa “cuffia da nonna”. La finale è un capolavoro del fantino di Burgos: con la cavalla che si mostra un po’ recalcitrante tra i canapi e costretto alla seconda linea, Sanna inventa una partenza lanciata praticamente perfetta. In meno di cinquanta metri è davanti. Da lì Dori Fortuna e Gavino controllano tutto e tutti fino al traguardo, facendo esplodere un tripudio di bandiere bianconere. Dopo 24 anni l’attesa è finita. . “San Martino non è più la nonna. La cuffia è volata via. Viva San Martino!”

 

CAMPOLEGE (Chilivanesu) VOTO 8

Buono, anzi molto buono, il Palio dei ragazzi di Campolege, che alla Tratta pescano Chilivanesu, vincitore dell’edizione 2025. La cabala racconta che a Fermo ripetersi con lo stesso cavallo sia impresa quasi impossibile, ma loro fanno tutto nel modo giusto: i ragazzi, capitanati da Emiliano Foglini, scelgono un fantino affidabile come Andrea Fele, stanno vicini al cavallo e arrivano al Palio compatti e agguerriti. In batteria Chilivanesu controlla la situazione e conquista la finale senza spendere più del necessario. Nell’atto decisivo parte bene e accetta sempre la mossa; le numerose partenze probabilmente non lo aiutano, ma lotta da campione fino alla caduta del fantino in curva. E Chilivanesu, rimasto scosso, continua comunque la sua corsa arrivando secondo al traguardo. La vittoria non arriva e quindi il voto massimo resta nel cassetto, ma questo Palio vale un 8 pieno. La cabala diceva di no. Loro hanno fatto di tutto per farle cambiare idea.

CASTELLO (Bonmarché) VOTO 8

Per Castello basta quasi la matematica: 10 in batteria, 6 in finale. Totale 16, diviso due fa 8. Dalla Tratta arriva Bonmarché e nella prima batteria il siciliano è semplicemente sontuoso. Domina dal primo all’ultimo metro, mentre Sandro Gessa si preoccupa soprattutto di amministrarlo e di spendere il meno possibile. Nonostante questo, Bonmarché fa registrare il miglior tempo della competizione, confermando tutte le impressioni della vigilia. Poi arriva la finale e sembra quasi un’altra corsa. Le tantissime partenze richiamate, la tensione tra i canapi e persino un calcio subito durante la mossa finiscono inevitabilmente per presentare il conto. Quando finalmente si parte, Bonmarché non riesce più a esprimersi come in batteria e negli ultimi cento metri arriva un calo evidente. Parlare di prestazione negativa sarebbe però ingeneroso: la batteria vale 10 e racconta perfettamente il valore del cavallo; la finale vale 6, ma con parecchie attenuanti. Castello aveva fatto tutto per vincere. È mancata quella componente che in un Palio nessuno può programmare: la sorte. Per vincere il Palio bisogna essere bravi. Ma qualche volta bisogna essere anche fortunati.

Il fantino Gavino Sanna con i contradaioli di San Martino in festa

TORRE DI PALME (Djambo) VOTO 7

Grande Palio dei ragazzi di Torre di Palme, che dalla Tratta pescano Djambo, certamente non uno dei favoriti della vigilia: oltre 1.100 giorni senza correre e, inevitabilmente, più incognite che certezze. Eppure fanno praticamente tutto nel modo giusto, a cominciare dalla scelta del giovanissimo Daniele Sanna, appena 18 anni e già capace di dimostrare un talento fuori dal comune. In batteria Djambo paga qualcosa sul piano tecnico, chiude terzo e lontano dai primi due, senza particolari recriminazioni. Poi, però, la sorte restituisce qualcosa e arriva il ripescaggio per la finale. Qui, in mezzo a una mossa complicatissima e alle tante partenze richiamate, Djambo fa il suo e Torre di Palme raccoglie tutto quello che la corsa concede. Non è mai realmente un fattore per la vittoria, ma Sanna disegna una buona curva e alla fine porta a casa il terzo posto. Magari anche sfruttando le disavventure altrui, ma nei Palii bisogna esserci per approfittarne. I gialloverdi ci credono fino alla fine e interpretano perfettamente lo spirito della manifestazione. Bravi, bravi, bravi: voto 7. Millecento giorni di dubbi per tutti, non per Torre di Palme. Loro ci hanno creduto. E hanno avuto ragione.

 

FIORENZA (Coram Lathe) VOTO 7

Il voto di Fiorenza è quasi la media matematica tra due corse molto diverse. Dalla Tratta arriva Coram Lathe, vincitore del Palio 2024, e nella prima batteria sembra davvero di rivedere il cavallo di due anni fa. Una volta conquistata la seconda posizione, Alessandro Fiori gestisce tutto con grande intelligenza, senza chiedere più del necessario: minima spesa, massima resa e finale conquistata in assoluto controllo. Una batteria da 9 pieno. In finale, invece, la storia cambia. La mossa infinita e le numerose partenze richiamate non aiutano un cavallo piuttosto nevrile; quando finalmente si parte, Coram Lathe ci prova sgomita, al curvone subisce anche un cross che ne complica ulteriormente la corsa. Non dà mai realmente la sensazione di poter andare a vincere, ma questo non cancella quanto di buono costruito prima. Fiorenza ci ha creduto, ha giocato le proprie carte e torna comunque protagonista di una finale. La vittoria, stavolta, è soltanto rimandata.
Minima spesa e massima resa in batteria. In finale, però, il conto è arrivato tutto insieme.

Il fantino Gavino Sanna vince il Palio 2026

CAMPIGLIONE (Finps) VOTO 6 

Alla Tratta i ragazzi di Campiglione pescano Finps, cavallo giovane e con poca esperienza nei Palii, ma accompagnato da credenziali importanti: due corse a Corridonia e due vittorie, che inevitabilmente fanno crescere speranze e aspettative. La Contrada asseconda la proprietà anche nella scelta della monta, affidandosi a Giulio Chioffi detto “Asciutto”, e arriva al Palio compatta e convinta di potersi giocare le proprie carte. Poi si abbassano i canapi e cominciano i problemi: Finps parte malissimo, ritrovandosi subito ultimo e staccato in una batteria già sulla carta tutt’altro che semplice. La finale sembra ormai un miraggio, ma dopo il curvone il grigio cambia letteralmente marcia: produce un recupero rabbioso e chiude a velocità tripla, conquistando il terzo posto. Non basta, perché stavolta anche la sorte gli nega il ripescaggio. Resta però una prestazione finale talmente convincente che un’insufficienza sarebbe ingenerosa. Voto 6, di stima e con parecchio rammarico. Se fosse partito giusto, ne avremmo viste delle belle. Speriamo di rivederlo ancora a Fermo.

 

CAPODARCO (Grid) VOTO 5

Alla Tratta i biancorossi di Capodarco pescano Grid, altro cavallo giovane e al debutto sul particolare tracciato fermano, ma accompagnato da buone prestazioni in pista che inevitabilmente accendono l’entusiasmo. Anche sulla monta provano a giocare la carta dei corsi e ricorsi, affidandosi a Silvano Mulas detto “Voglia”, fantino che con questi colori un Palio lo ha già vinto. Insomma, le mosse della vigilia sono quelle giuste e la Contrada arriva al Palio numerosa, colorata e soprattutto convinta di potersela giocare. In corsa Grid parte bene e prova a rimanere agganciato ai primi, ma la seconda batteria è durissima e alla lunga presenta il conto. Negli ultimi cento metri perde anche il terzo posto e con esso la possibilità di sperare nel ripescaggio, chiudendo con un finale decisamente da dimenticare. La prestazione del cavallo, oggi, non può andare oltre il 4: ha dimostrato di essere ancora un gradino sotto i migliori, ma è giovane e ha tutto il tempo per crescere. Alla Contrada, invece, 6 pieno per averci creduto, per la scelta della monta e per come ha preparato e vissuto il Palio. Sei più quattro fa dieci, diviso due: 5 a Capodarco.
Grid stavolta non ha gridato. Ma è giovane, e anche per Capodarco prima o poi tornerà il momento di alzare la voce.

 

SAN BARTOLOMEO (Zittibuonidaclodia) VOTO 4,5

Alla Tratta i ragazzi di San Bartolomeo pescano Zittibuonidaclodia, cavallo giovane, con tanto potenziale ma al debutto assoluto sulla sabbia fermana. Le incognite ci sono, ma la Contrada fa tutto quello che deve fare: asseconda la proprietà nella scelta di Giuseppe Cannarella, che il cavallo lo allena e lo conosce meglio di chiunque altro, inaugura la stalla e soprattutto riesce a creare attorno al proprio portacolori partecipazione, entusiasmo e coesione. Poi arrivano i canapi e purtroppo cambia tutto. Nella seconda batteria, probabilmente la più difficile, la partenza è da dimenticare: Zittibuonidaclodia rimane subito nelle retrovie, viaggia penultimo e non riesce mai a diventare un fattore. Al curvone il discorso qualificazione è ormai lontanissimo e la finale resta soltanto un desiderio. Se giudicassimo esclusivamente la prestazione del cavallo, il voto non potrebbe andare oltre il 3: parte dietro e arriva dietro. Ma sarebbe ingeneroso mettere sullo stesso piano corsa poco fortunata e Contrada: ai ragazzi di Samba, che hanno fatto tutto ciò che potevano, va un 6 pieno. Tre più sei fa nove, diviso due: 4,5. Un momento non semplice per i colori di San Bartolomeo, ma lo spirito è quello giusto. I Palii passano, la passione resta. Continuate così: prima o poi la ruota girerà anche dalla vostra parte.

 

MOLINI GIROLA (Flashy) VOTO 4

I ragazzi di Molini Girola pescano Flashy, il cavallo arrivato da Palermo che, tra polemiche, stalla e non stalla, aveva fatto discutere parecchio già prima del Palio. Alla fine si trova la quadra per garantire una Cavalcata a dieci Contrade e Molini fa tutto quello che deve fare, lasciando anche alla scuderia la scelta del fantino. Insomma, alla vigilia vengono fatte tutte le mosse giuste. Al dunque, però, la pista racconta un’altra storia. Flashy parte ultimo e ultimo rimane, senza riuscire mai a entrare realmente nel vivo della batteria e senza dare la sensazione di poter lottare per uno dei posti in finale. La sua corsa termina definitivamente al curvone, dove non riesce a trovare la giusta traiettoria e il fantino scivola, finendo nella carambola che coinvolge anche il fantino di Pila. Una prestazione difficile da giudicare proprio perché Flashy non è mai stato un fattore e non ha mai dato l’impressione di essere il cavallo giusto al momento giusto. Molini arrivava dalla vittoria dello scorso anno e magari un pizzico di appagamento ci può anche stare. Resta il merito di aver incarnato lo spirito della manifestazione e di aver fatto tutto il possibile prima della corsa. Ma stavolta il Palio da protagonisti non c’è stato: voto 4. Tutto giusto prima dei canapi. Dopo, purtroppo, sempre dalla parte sbagliata della corsa.

 

PILA (Cedro) VOTO 4

Purtroppo i ragazzi di Pila non sono fortunati nella Tratta e pescano Cedro. Come sempre, però, la Contrada fa tutto quello che deve fare: sceglie il fantino giusto, prepara il Palio con attenzione e vive l’attesa con entusiasmo e partecipazione. Quando però si abbassano i canapi, la storia cambia. Cedro parte piano, rimane nelle retrovie e non riesce mai a diventare un fattore nella prima batteria. In curva arriva anche la caduta del fantino e lì si chiude definitivamente il Palio dei biancocelesti. Una prestazione che, guardando esclusivamente la corsa, meriterebbe anche meno. Il 4 è soprattutto per la Contrada, per la passione e per il modo in cui ha vissuto il Palio fino in fondo.
Bravi ragazzi, avete lo spirito giusto del Palio. Ma con l’acqua non si frigge il pesce.

San Martino in festa dopo la vittoria del Palio dell’Assunta 2026

 

IL PUBBLICO FERMANO — 110 E LODE, CON BACIO ACCADEMICO

Qui il voto non basta. 110 e lode, con tanto di bacio accademico, al pubblico fermano, che mai come in questo 2026 ha letteralmente riempito ogni metro del percorso della Cavalcata dell’Assunta. Una marea umana: dalla mia postazione al palco d’arrivo fino al curvone, persone a perdita d’occhio e qualsiasi telecamera inquadrasse il percorso restituiva la stessa immagine, quella di una città intera stretta attorno al proprio Palio. Probabilmente una delle edizioni con più presenze degli ultimi trent’anni. Quando accade tutto questo non servono analisi o pagelle: bisogna soltanto dire grazie. Grazie a tutti quelli che, anno dopo anno, continuano a rinnovare questa magia e a tramandarla alle nuove generazioni. Perché qui il 15 agosto ha un significato tutto particolare: a Fermo Ferragosto non è mare. Ferragosto è “strada noa”.
Una città, dieci Contrade, un’unica immensa passione. A Fermo Ferragosto è Palio.

 

I RAGAZZI DEL CANAPO — VOTO 110 E LODE

Un 10 e lode va anche a chi lavora in uno dei punti più delicati della corsa e spesso lo fa lontano dai riflettori: i ragazzi del canapo. Quella del 2026 è stata un’edizione tutt’altro che semplice, con mosse complicatissime e circa venti partenze tra batterie e finale, molte delle quali richiamate. A questo si aggiungeva un Mossiere alla sua prima esperienza a Fermo, su una partenza che per caratteristiche non è certamente tra le più semplici da gestire. Eppure loro non si sono mai persi d’animo: ad ogni richiamo hanno rimesso tutto a posto e ad ogni nuova partenza si sono fatti trovare pronti, con attenzione e pazienza, permettendo alla manifestazione di andare avanti e di concludersi prima che arrivasse la notte. È giusto allora che, almeno nel pagellone, escano dall’anonimato: Andrea, Fabio, Diego, Sara, “Lu Fargu”. “Birillo”, Danilo , Emiliano e tutti gli altri questo 10 e lode è tutto vostro. Bravi ragazzi. Venti partenze? Nessun problema. Il canapo si rialza, loro pure. Sempre pronti, fino all’ultima mossa.

 

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