Guido Castelli e le macerie del sisma

 

 

«Dal 2017 nella provincia di Fermo sono stati complessivamente concessi contributi per 683.323.049 euro e ne sono stati liquidati 459.787.629. Oltre il 67%  delle risorse concesse si è quindi già trasformato in erogazioni legate all’avanzamento della ricostruzione privata e produttiva». Sono le parole del senatore Guido Castelli, commissario straordinario del Governo per la riparazione, la ricostruzione, l’assistenza alla popolazione e la ripresa economica dei territori delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria interessati dagli eventi sismici verificatisi a partire dal 24 agosto 2016.

 

Lo afferma con orgoglio, evidenziando i notevoli passi avanti compiuti in un territorio duramente colpito dal terremoto del 24 agosto 2016, poi ancora del 30 ottobre. Eventi che hanno devastato il Centro Italia e ed anche il Fermano, le cui aree interne e montane hanno registrato numerosi danni anche se, per fortuna, non ci sono state vittime.

 

Sono passati dieci anni dalla scossa che sorprese nella notte i cittadini, alcuni dei quali non ebbero scampo sotto le macerie a Pescara del Tronto e nelle altre frazioni di Arquata, nel limitrofo Piceno, territorio che per questo merita senz’altro un’attenzione particolare.

 

Dieci anni durante i quali chi è sopravvissuto, ma ha perso la propria abitazione, ha atteso di poter rientrare e oggi guarda con fiducia alla forte accelerazione della ricostruzione privata e produttiva, che procede parallelamente al ritorno alla normalità.

 

«Nel Fermano sono stati liquidati, solo nel 2025, oltre 106 milioni. Già nel 2026 siamo a 55 milioni e mezzo di euro liquidati», sottolinea il commissario, dati alla mano aggiornati ad ore 7 del 21 agosto.

Fondi erogati e liquidati nel Fermano per la ricostruzione privata

 

Che significato ha questo risultato?

«È un dato molto importante perché non riguarda semplicemente risorse programmate o contributi concessi, ma somme effettivamente liquidate in relazione all’avanzamento degli interventi.

Questi numeri confermano il cambio di passo della ricostruzione privata e produttiva, sostenuto dalle misure adottate dal Governo Meloni e dal lavoro coordinato della Struttura commissariale, della Regione Marche, dell’Ufficio speciale ricostruzione e delle amministrazioni locali.

Il sistema possiede la capacità necessaria: trasformando sempre più rapidamente le risorse in cantieri conclusi, abitazioni riconsegnate e rientri effettivi».

 

Commissario Castelli, lei ha sostenuto più volte che non basta ricostruire gli edifici, ma occorre riparare anche il tessuto sociale.

«Ricostruire gli immobili è indispensabile, ma dobbiamo anche creare le condizioni affinché le persone possano tornare e scegliere di restare. Servono lavoro, servizi, infrastrutture e nuove opportunità.

Il Piano nazionale complementare per le aree sisma 2009 e 2016, con una dotazione di 1,78 miliardi, ha affiancato alla ricostruzione materiale un programma specifico di sviluppo economico e sociale.

Con il nuovo decreto-legge di agosto, il Governo Meloni rende questa strategia ancora più strutturale: fino al 4% degli stanziamenti annuali successivi al 2026 potrà essere destinato a un nuovo Programma di sviluppo dei territori colpiti, che sarà approvato dal Commissario. Almeno il 5% delle risorse del programma sarà riservato ai Comuni del “primo cratere”, nel quale rientrano Arquata del Tronto, Amatrice e Accumoli, i territori che hanno pianto vittime e in maniera considerevole».

 

 

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