«La sentenza del Consiglio di Stato n. 1708/2026 mette nero su bianco ciò che come opposizione abbiamo denunciato più volte: la scelta dell’Amministrazione comunale di affidare la gestione del porto turistico a una società in house, senza procedere immediatamente a una gara, era rischiosa alla luce da carenze sostanziali di motivazione e non poteva essere giustificata semplicemente come soluzione temporanea in attesa di un futuro bando». Così, in una nota, i consiglieri comunali di minoranza.
«Oggi non siamo più di fronte a una valutazione politica dell’opposizione. È il Consiglio di Stato a stabilire che quei provvedimenti dovevano essere annullati e che i nostri timori era fondati. Una cosa è garantire la continuità dei servizi portuali mentre si completa l’iter amministrativo. Altra cosa è attribuire la gestione a una società in house senza una motivazione conforme alla legge. Checché ne dica Vesprini, l’amministrazione ha sbagliato il modo pur avendo avuto tutti gli avvertimenti e la nostra totale collaborazione (si vedano i nostri comunicati). Ora però l’amministrazione deve chiarire come intende procedere perché, quella che più volte è stata definita una soluzione temporanea (scritto sia sulla delibera di affidamento alla SGDS che in consiglio) sembra divenire una soluzione definitiva che ignora i rilievi della sentenza esponendo l’ente ad ulteriori rischi. Quando è stata cambiato questo indirizzo e con quale delibera? Ma nell’immediato, come intende garantire la gestione del porto alla luce della sentenza? Intende effettuare una gara o pensa di proseguire con l’ affidamento diretto?»
L’opposizione ora chiede a Vesprini «di coinvolgere anche la minoranza in questa discussione considerata la delicatezza del tema e le possibili conseguenze, anche di natura economica, che una scelta sbagliata possa determinare. La sentenza inoltre, fa scattare l’allarme anche su un altra operazione del tutto simile, con un affidamento diretto e senza le dovute motivazioni a norma dalla legge, e cioè quello dell’illuminazione pubblica, sul quale grava già un ricorso. Anche in questo caso, cosa intende fare l’amministrazione? Non crede di dover almeno attendere gli esiti prima di mettere a rischio ancora una volta l’ente? In ultimo, crediamo seriamente che sia venuto il momento di aprire una discussione sul ruolo che la società SGDS sta assumendo. Negli anni abbiamo visto una progressiva concentrazione di servizi, risorse e rischi sempre più importanti. Non mettiamo in dubbio l’utilità della società ma poniamo un tema di equilibrio istituzionale e controllo democratico. Non possiamo accettare che il consiglio comunale venga chiamato semplicemente a prendere atto di decisioni già assunte altrove ne possiamo accettare che ci sia “un Comune dentro il Comune”».



















