
«L’ipotesi di riforma del 118 attraverso la sua centralizzazione non è solo un provvedimento tardivo e insufficiente a risolvere l’emergenza dei Pronto soccorso, ma è la prova provata del fallimento dell’intera legge di riordino sanitario con cui nel 2022 la destra ha cancellato l’Asur».
A dirlo è il consigliere regionale del Partito Democratico, Fabrizio Cesetti, che interviene sull’annuncio della centralizzazione del sistema di soccorso e contestualmente deposita un’articolata interpellanza urgente indirizzata al presidente della Giunta, Francesco Acquaroli, sui temi dell’emergenza-urgenza.
«Questo dietrofront sul 118 – sottolinea Cesetti – dimostra che le nostre critiche erano fondate e che occorre rivedere da capo l’impianto della Legge Regionale n. 19/2022. Tornare a una regia centralizzata significa ammettere che il modello Asur garantiva una compensazione tra i vari territori ed evitava le sperequazioni che oggi i cittadini pagano sulla propria pelle. È la dimostrazione che non si poteva concedere un’autonomia giuridica alle singole Ast senza garantire contestualmente un’effettiva autonomia economica e organizzativa, fatta di risorse e strumenti reali».
«Con l’atto ispettivo depositato in Consiglio – prosegue l’esponente dem – ho voluto mettere formalmente in fila le prove di un sistema ormai allo stremo: assistiamo quotidianamente a un sovraffollamento strutturale nei Pronto soccorso, pazienti bloccati sulle barelle, personale ridotto all’osso, episodi di aggressione agli operatori e gravissimi disservizi legati all’introduzione del sistema informatico “Dedalus”. Si tratta di criticità profonde a cui non hanno posto rimedio né i provvedimenti della Giunta sul potenziamento delle attività anti-boarding (la DGR n. 555 del 18 maggio 2026), né le sperimentazioni avviate per il miglioramento dei tempi di soccorso (la DGR n. 963 del 20 luglio 2026). La conferma dell’inefficacia di tali misure arriva dalle stesse istituzioni: nei verbali dello scorso 24 agosto stilati a margine dell’incontro con i soccorritori dell’Anpas, la dirigenza dell’Ast di Ancona ha dovuto finalmente ammettere che il problema esiste, è ricorrente ed è di dimensioni ben maggiori rispetto a quanto ipotizzato dai vertici».
«L’articolo 121 della Costituzione – conclude Cesetti – stabilisce che il Presidente guida la politica della Giunta e ne è responsabile, mentre l’articolo 32 impone la tutela della salute. La propaganda delle riforme annunciate per l’autunno non funziona più: Acquaroli venga in Aula a chiarire come intende fermare il collasso del sistema dell’emergenza-urgenza e con quali misure intenda garantire ai marchigiani prestazioni tempestive, adeguate e di qualità».














