Alessandro De Grazia

«Prima di decidere servono risposte chiare su controllo pubblico, lavoratori e futuro del servizio». E’ quanto rimarca a chiare note Alessandro De Grazia, segretario generale della Cgil Fermo sul tema che da settimane tiene banco a Fermo, quello, ossia, della fusione Solgas-Astea che oggi vivrà un passaggio cruciale in Consiglio comunale.

«La vicenda della fusione tra Solgas e Astea Energia merita, a nostro avviso, un confronto molto più approfondito di quello che- rimarca De Grazia – si è avuto finora. Come Cgil di Fermo non intendiamo entrare nel dibattito politico che sta accompagnando questa discussione, pur seguendolo con il dovuto rispetto ed attenzione. Il nostro compito è un altro: porre al centro gli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori, la qualità dei servizi e il ruolo che una società come Solgas deve continuare ad avere nel territorio. Ed è proprio partendo da questo che riteniamo ci siano ancora molti aspetti da chiarire prima di assumere una decisione definitiva. Oggi il Comune di Fermo detiene il 51% di Solgas e, quindi, esercita un controllo sulla società, controllo che, con la fusione, secondo l’assetto prospettato, il Comune perderebbe passando a detenere il 5% di Astea Energia. Un cambiamento sostanziale nella capacità del Comune di incidere sulle scelte strategiche di una società che opera in un settore fondamentale come quello dell’energia, ma anche la perdita del valore che quel patrimonio pubblico rappresenta per la comunità fermana».

Per la Cgil questo è il primo punto da affrontare con chiarezza: «Cosa significa, concretamente, perdere il controllo pubblico? Di certo una partecipazione del 5% e una partecipazione del 51% non sono la stessa cosa e non producono gli stessi strumenti di indirizzo e controllo».

Ma c’è un secondo tema che per la Cgil è ancora più importante ed è il tema del lavoro: «Quali garanzie concrete vengono assicurate alle lavoratrici e ai lavoratori di Solgas, quali garanzie esistono nel caso in cui, domani, il nuovo soggetto societario decidesse di riorganizzare, accorpare o delocalizzare attività e servizi? Non possiamo limitarci a prendere atto delle rassicurazioni sul presente, vorremmo conoscere le garanzie per il futuro e soprattutto vorremmo che vengano assunti impegni occupazionali e territoriali chiari, verificabili e sufficientemente solidi da non lasciare le lavoratrici e i lavoratori esposti alle decisioni che potranno essere assunte negli anni successivi. Per questo auspichiamo che l’amministrazione  Comunale di Fermo apra un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali e con le lavoratrici e i lavoratori di Solgas, perché una trasformazione societaria di questa portata non può essere considerata soltanto una questione finanziaria o amministrativa. Confronto che non può non coinvolgere la cittadinanza ed i corpi intermedi quando c’è in ballo la gestione ed il futuro di beni e/o società pubbliche».

La Cgil non vuole sostituirsi alle istituzioni nelle decisioni che competono loro, ma rivendica «il diritto di conoscere, discutere e verificare le conseguenze di una scelta che riguarda il futuro di una realtà così importante per la città capoluogo».

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