«Sulle Monachette procedure pubbliche e atti amministrativi trasparenti. Nessuna interlocuzione al di fuori delle competenze istituzionali». E’ quanto mette nero su bianco il commissario straordinario alla Ricostruzione, sen. Guido Castelli.
In queste ore, infatti, sulla stampa sta emergendo anche il capitolo legato al finanziamento per la ricostruzione dell’immobile Monachette di Macerata.
«Ritengo opportuno fornire alcuni chiarimenti, soprattutto per ricondurre i fatti richiamati alla loro effettiva dimensione amministrativa e istituzionale. Il primo elemento da chiarire riguarda l’incontro propiziato a Palazzo Raffaello dall’allora capo di Gabinetto Pistarelli del quale, visti gli anni intercorsi, non ricordo con precisione i dettagli. L’oggetto, comunque, era la richiesta di chiarimenti da parte di Erdis relativamente ad informazioni di natura pubblica, inerenti a procedure amministrative disciplinate dalla normativa sulla ricostruzione post-sisma, a partire dal decreto-legge n. 189 del 2016, ed in particolare se un immobile privato lesionato dal sisma avente diritto al contributo, mantiene tale diritto se lo stesso viene acquistato da un ente pubblico, in questo caso l’Erdis».
«Informazioni pubbliche che, proprio per la loro natura, non avevano alcun carattere riservato e che rientravano nell’ordinaria attività istituzionale esercitata dal sottoscritto in qualità di assessore alla ricostruzione. È invece importante ricostruire con precisione la vicenda del finanziamento all’immobile denominato “Monachette” di Macerata, per comprendere il contesto nel quale si collocano le interlocuzioni amministrative richiamate. Erdis aveva partecipato al bando Dm 1257/2021 del Ministero dell’Università e della Ricerca che prevedeva il finanziamento di interventi volti alla creazione, rifunzionalizzazione, ristrutturazione di fabbricati da adibire a studentati universitari. Tra i diversi progetti presentati dall’Erdis, quello del complesso “Le Monachette” di Macerata è rientrato tra quelli finanziati nella graduatoria approvata con Dm n. 1488 del 6 novembre 2023. Sulla base di ciò Erdis ha richiesto in via di urgenza alla struttura commissariale l’integrazione delle risorse provenienti dal suddetto bando al fine di rispettare le tempistiche previste dal finanziamento ministeriale così come disciplinate dal citato decreto ministeriale che impongono, a pena di decadenza del finanziamento, di acquistare l’immobile entro 90 giorni dalla data di avvenuta pubblicazione della graduatoria, ovvero il 6 novembre 2023».
La struttura commissariale era chiamata quindi «ad agire con urgenza al fine di evitare che l’ente pubblico Erdis della regione Marche perdesse l’importante finanziamento ministeriale. Conseguentemente, con ordinanza speciale n.68 del 21 dicembre 2023 si è proceduto ad approvare il contributo di euro 3.951.011.47 finalizzato esclusivamente ad interventi e lavori per il miglioramento sismico dell’edificio. Detto contributo si è dunque aggiunto a quello garantito dal Mur, di euro 8.287.506,98, e a quello dello stesso Erdis, per euro 1.795.342,78. Occorre evidenziare che la proprietà, anche qualora non avesse alienato il bene ad Erdis, avrebbe avuto diritto al contributo della ricostruzione privata essendo l’edificio in questione inagibile con il nesso di causalità con il sisma, dichiarato e verificato secondo le disposizioni del testo unico della ricostruzione privata. Si trattava, quindi, di una procedura che presentava un’oggettiva urgenza, a causa di condizioni previste dalla stessa misura nazionale. Erdis aveva quindi la necessità di conoscere tempestivamente e con certezza gli esiti delle valutazioni amministrative della struttura commissariale, per poter assumere le proprie determinazioni nel rispetto delle scadenze previste. Quanto al riferimento al Rup e al mio presunto coinvolgimento nella sua individuazione, anche in questo caso ritengo necessario precisare la successione temporale degli eventi. Conosco Pompili dal 2021, allorché rivestivo le funzioni di assessore regionale con delega al personale e agli enti controllati. Nella primavera 2025 (quando la procedura di affidamento per i lavori del complesso “Le Monachette” si era già conclusa) Pompili, che per quanto di mia conoscenza si era dimesso da tempo da Erdis e che lavorava alla Politecnica delle Marche, in via del tutto riservata, mi rappresentò di aver ricevuto la richiesta di assumere il ruolo di responsabile unico del progetto. Mi chiese un consiglio personale sull’opportunità di accettare tale incarico. Conoscendolo come persona competente, gli suggerii di valutare positivamente la possibilità vista anche la complessità del progetto. Questo è il perimetro: un consiglio espresso a fronte di una richiesta personale, successiva alla procedura di aggiudicazione della gara dei lavori, senza alcuna interferenza nelle procedure di Erdis. Ogni commento, interpretazione o insinuazione contenuti a questo proposito nelle dichiarazioni degli indagati sono destituite di qualsivoglia fondamento. Per quello che riguarda, infine, i commenti e gli auspici degli indagati riguardanti un ipotetico coinvolgimento di Fabio Pistarelli nella Struttura commissariale, preciso che mai ho preso in considerazione la possibilità che l’avvocato Pistarelli potesse essere reclutato a qualsiasi titolo all’interno della struttura medesima; circostanza che in effetti mai si è verificata a dimostrazione della totale inconsistenza del “chiacchiericcio” riferito dagli indagati. La mia condotta è sempre stata trasparente, diligente e ossequiosa del principio di legalità. Il resto sono solo millanterie».





























