Le recenti dichiarazioni del Partito Democratico locale sulla richiesta di FdI di convocazione di una commissione comunale Sanità, hanno portato il consigliere FdI Gianluca Tulli, a rispondere in maniera netta, per difendere il proprio operato.

Riceviamo e pubblichiamo dunque la risposta del consigliere Gianluca Tulli:

«Ricordano un copione già visto, ripetuto quasi a memoria, ma completamente scollato dalla realtà e dai dati storici. Parlare di disinteresse del centrodestra per la tutela della salute pubblica significa dimenticare da dove si è partiti, specialmente nella provincia di Fermo – ammette Gianluca Tulli – tra il 2013 e il 2023, i governi a trazione centrosinistra hanno sottratto al Servizio Sanitario Nazionale circa 37 miliardi di euro. Un definanziamento strutturale che ha prodotto conseguenze devastanti anche sul nostro territorio: chiusura di presidi ospedalieri, riduzione progressiva dei posti letto e drastica contrazione di medici di medicina generale e pediatri di libera scelta. È proprio in quella stagione che si è spalancata la porta alle cooperative private per coprire i turni scoperti nei reparti, generando una lievitazione dei costi a fronte di una riduzione delle prestazioni.

A. livello regionale e locale, le scelte del Pd hanno visto la chiusura degli ospedali del territorio senza dare seguito alla loro riconversione prevista dai Piani Socio-Sanitari (Pss). Questo continuo depauperamento ha relegato per anni la sanità fermana all’ultimo posto tra le province marchigiane, senza contare la totale incapacità di programmare un adeguato turnover di medici e infermieri, le cui carenze stiamo ancora faticosamente ripianando.

Oggi il quadro è radicalmente cambiato. Con il Governo Meloni, il Fondo Sanitario Nazionale ha raggiunto la cifra record di 146 miliardi di euro, registrando un incremento netto e smentendo nei fatti la narrazione sui presunti tagli. Si tratta del più alto investimento finanziario mai destinato alla sanità pubblica nella storia della Repubblica

La differenza tra la gestione passata e l’amministrazione di centrodestra emerge nitidamente dai dati e dai servizi riattivati presso l’Ast di Fermo e l’Ospedale “Murri”:

Abbattimento della mortalità per infarto (Ima): La mortalità a 30 giorni per Infarto Miocardico Acuto nel Fermano, in passato tra le più alte d’Italia, è finalmente rientrata sotto la media regionale. Un traguardo storico ottenuto grazie all’attivazione e al potenziamento del servizio di Emodinamica.

Copertura dei ruoli chiave: sono stati coperti numerosi posti da dirigente medico (ex primari), restituendo autorevolezza, guida ed equilibrio ai reparti del “Murri”.

Investimenti in tecnologia e territorio: Acquistate apparecchiature diagnostiche di ultima generazione, aumentate le ore dedicate alle prestazioni specialistiche ambulatoriali e avviata la rete delle Case di Comunità per rafforzare l’assistenza territoriale.

Riduzione della mobilità passiva: Si sta progressivamente riducendo il fenomeno dei pazienti fermani costretti a spostarsi fuori provincia o fuori regione per accedere alle cure.

Sul fronte delle infrastrutture, prendere lezioni dal Pd fa sorridere: l’ex governo regionale di centrosinistra annunciò in conferenza stampa la chiusura dei lavori del nuovo Ospedale di Campiglione di Fermo per giugno 2018, senza nemmeno aver previsto la copertura finanziaria totale dell’opera.

Appare altresì singolare la riscoperta dell’importanza della Conferenza dei Sindaci da parte dell’opposizione. È stata proprio la riforma sanitaria del 2022 varata dalla Giunta Acquaroli (con il passaggio dal vecchio modello centralizzato Asur all’istituzione dell’Ast  di Fermo) a restituire ai Sindaci fermani un reale potere formale di indirizzo e verifica sull’azienda sanitaria provinciale, laddove la sinistra li aveva relegati a un mero ruolo consultivo.

La richiesta di convocare la Commissione Sanità nasce proprio con questo spirito: verificare quanto di buono è stato realizzato fino ad oggi ed elaborare insieme le strategie per migliorare ulteriormente la risposta sanitaria del territorio. A differenza del modello chiuso adottato per vent’anni dal Pd, il centrodestra a guida Fratelli d’Italia intende proseguire nel confronto aperto con tutte le forze politiche, nell’esclusivo interesse della salute dei cittadini fermani».

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