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Un biscotto al Varnelli, per costruire un futuro dal carcere

FERMO - Seconda edizione del corso di cucina dell'associazione per la Dieta Mediterranea, che mira a dare una prima professionalità ai detenuti
venerdì 30 settembre 2016 - Ore 10:45
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docentiDopo l’edizione dello scorso anno dedicata alla cucina tradizionale, stavolta tema centrale sarà la pasticceria, grazie alla collaborazione di Paolo Totò dell’omonima forneria di Sant’Elpidio a Mare. Con lui Paolo Foglini, Adolfo Leoni, Alessandro Pazzaglia,  Lando Siliquini e Benito Ricci per portare in carcere la passione per le cose buone e genuine, i trucchi del mestiere di chef ed i segreti ad esso abbinati. A coordinare le attività, l’area trattamentale con il responsabile Nicola Arbusti
Per partecipare al laboratorio sono stati selezionati otto detenuti, per un corso della durata di due mesi tra teoria e pratica che ha un obiettivo ambizioso: inventare un biscotto al Varnelli che possa diventare prodotto tipico del fermano, da regalare il prossimo Natale.
I docenti del corso hanno spiegato lo scopo dell’iniziativa, fortemente voluta dalla direttrice del Carcere, Eleonora Consoli: “Il nostro obiettivo” spiegano i protagonisti, “è rendere utile il Laboratorio Piceno della Dieta mediterranea, dare una prima professionalità ai detenuti, renderli protagonisti, dare qualcosa a loro, ricevendone un personale arricchimento. Il Rotary Fermo contribuirà con un forno che sarà donato proprio per sostenere il percorso formativo, nella speranza di poter aprire per i detenuti di Fermo un percorso nuovo, diverso, migliore”.


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