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Bambini adottati, scuola e adulti: un seminario li racconta

APPROFONDIMENTO - Prossimo appuntamento venerdì 25 novembre, dalle ore 15.30 al Teatro di Capodarco per il nuovo seminario de “Il viaggio dell’adozione” e verterà sul tema del “divenire adulti nell’adozione”
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di Alessandro Giacopetti

Venerdì 11 novembre, si è svolto il primo dei due seminari su “Il viaggio dell’adozione”, organizzati dall’Associazione Famiglie Adottive Insieme e La Casa di Simone, col sostegno del CSV Marche e dell’Isc Fracassetti. L’iniziativa, nella Sala Rita Levi Montalcini, nel quartiere Santa Caterina, è volta a sensibilizzare scuola e società civile rispetto ai bisogni peculiari del bambino che è stato adottato e che necessita di incontrare adulti motivati e consapevoli, capaci di accogliere la sua storia e favorirne l’integrazione con gli altri bambini. Il pomeriggio ha coinvolto circa settanta tra insegnanti, provenienti da una decina di scuole, e adulti sensibili alla tematica. Ha preso avvio dalle parole di Monia Isidori, vicepresidente dell’Associazione che ha descritto la preziosa realtà offerta al territorio fermano dall’Associazione, punto di riferimento per tutte le famiglie che vivono il complesso mondo dell’adozione e che desiderano confrontarsi e sostenersi. Dopo i saluti della dirigente scolastica dell’ISC Fracassetti, Annamaria Bernardini, la serata è stata centrata su due interventi.
La psicoterapeuta Giuseppina Lalia, esperta nel sostegno post adottivo, si è addentrata nella sofferenza del bambino adottato e nell’imprescindibile ferita dell’abbandono, che in tutti i bambini, anche in quelli adottati in più tenera età, produce una rottura che dall’adozione può però essere riparata. Il bambino che non ha avuto il contenimento affettivo di una madre che lo ha accolto e protetto manifesta una fragilità che non deve spaventare l’adulto: se il genitore sa stare e sostare nel dolore, il bambino può sperimentare la capacità riparativa di una relazione sicura: quando emergono problematiche e difficoltà è un bene, un atto di fiducia e speranza.
Il secondo intervento dell’insegnante e consulente familiare esperta di adozione, Rossana Ragonese, ha offerto ai docenti strumenti e pratiche per un’integrazione del bambino adottato nella classe, in un approccio rispettoso e utile a tutti i bambini. La docente ha presentato un progetto realizzato in una scuola primaria di Arezzo, evidenziando la necessità di aiutare anche i bambini con storie frammentate, “a zigzag”, a raccontarsi e a trovare un senso e un continuum ai loro ricordi. L’insegnante di un bambino adottato non deve avere timore di affrontare tematiche impegnative, ad esempio la storia personale. Ogni storia diventa meno traumatica quando può essere narrata e accolta, utilizzando parole corrette e attente, ascoltando il bisogno di ogni singolo bambino, la sua personale disponibilità al racconto e rispettando il limite senza imporre forzature. Noi adulti abbiamo la responsabilità di ben seminare, allenandoci a stare in relazione, perché è la relazione lo strumento che cura.
Prossimo appuntamento venerdì 25 novembre, dalle ore 15.30 al Teatro di Capodarco per il nuovo seminario de “Il viaggio dell’adozione” e verterà sul tema del “divenire adulti nell’adozione”.


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