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Il terremoto diventa canzone:
“Se non hai…” l’inno alla speranza (VIDEO)

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Un’immagine del video di “Se non hai…”

di Marco Ribechi

Cuore, rabbia e speranza. Sono questi gli ingredienti del brano “Se non hai…” di Valerio La Fontana, in arte Stake, cantautore di Macerata che a un mese dal sisma ha trasformato il dolore del terremoto in un inno alla rinascita. Il primo brano realizzato dopo il 30 ottobre, intenso, reale, scritto da chi condivide lo stesso vuoto di decine di migliaia di sfollati che hanno vissuto in prima persona il dramma del centro Italia. “Se non hai…” è il grido di un popolo in marcia forzata, dalla montagna verso la costa, alla ricerca di soluzioni provvisorie per continuare a vivere, a sognare, ad amare. Un popolo che ha perso tutto perchè colpito dal suo tesoro più caro, il proprio territorio. Luoghi abitati da generazioni secondo altri ritmi, atre usanze altre tradizioni differenti da quelle di una modernità impazzita non più abituata a fermarsi a guardare la bellezza di un albero, di una montagna, di un panorama. Un luogo ormai irriconoscibile, invalicabile, irraggiungibile ma ancora amato e desiderato. Ma la dignità quella è sopravvissuta negli occhi di chi è caduto e si è rialzato, nei gesti di chi continua a scavare sotto le macerie per recuperare la propria storia, nell’affetto di chi protegge i propri figli e vede in loro il seme della rinascita.

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Gli autori del brano, con la chitarra Stake e al suo fianco Simo Whitesoldier

Tutte queste emozioni sono state condensate in quattro minuti densi di significato e di sentimento in un’alchimia che solo chi conosce l’arte è in grado di produrre. «L’ispirazione è nata dalla vita quotidiana – spiega Stake – Quando si subisce un evento così violento e incontrollabile l’esistenza di tutti i giorni non è più la stessa. Le vite di moltissimi dei miei amici sono state completamente sconvolte. In particolare di quelli che avevano un figlio da difendere e proteggere. Sono stati i loro racconti, le loro paure ma anche la gioia di aver protetto i loro bambini a guidarmi nella stesura della musica e del testo. Il primo pensiero durante la scossa per loro non è stato quello di scappare ma di occuparsi dei propri figli. Il terremoto ha mille declinazioni diverse, io ho voluto fotografare principalmente l’aspetto della genitorialità». Frammenti di un’esistenza violentata dall’urgenza di dormire in auto, dall’incapacità di chiudere gli occhi e riposare, da chi trasforma il dramma in un gioco per non spaventare un bambino già provato e terrorizzato. «Il senso di questa canzone è quello di far capire alla popolazioni colpite che non sono sole – spiega l’autore – Molte cose sono andate perse, la disperazione è tanta, ma le vite, le relazioni, i rapporti e gli affetti si stanno consolidando. Stanno emergendo grandissimi gesti di solidarietà e di vicinanza tra persone».

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Il fotoreporter di Cronache Maceratesi Federico De Marco in azione

Emblematico il titolo “Se non hai…” dove i puntini di sospensione possono essere colmati da ogni persona ferita con il nome di ciò che ha perso di più caro. Chi non ha più la casa, chi non ha più la scuola o la macchina e, purtroppo, anche chi non ha più un parente o un amico, strappato all’improvviso dalla violenza della natura. «Volevo coinvolgere ogni singola persona – continua Stake – il mio più grande desiderio era che ognuno, tramite la mia canzone, potesse ricostruire un parte della sua esistenza e dare un nome conosciuto al proprio dolore. Solo affrontando la realtà si può trovare la forza per ripartire». Insieme a Stake anche un altro artista marchigiano, Simo Whitesoldier, nome d’arte di Simone Cesaro, che ha collaborato alla scrittura dei testi. La sinergia musicale è stata coronata dall’intervento del fotoreporter e videomaker Federico De Marco, impegnato direttamente sul campo per la sua attività giornalistica che lo ha portato a seguire interamente e intensamente per Cronache Maceratesi il sisma nelle zone rosse e nelle località più colpite. Gran parte delle immagini del video, pervase da un senso di impotenza, desolazione e distruzione sono state realizzate con una gopro montata sull’elmetto di protezione (necessario per entrare nelle zone rosse) e  girate nelle ore immediatamente successive al terremoto.

La canzone, registrata nello studio maceratese Groovyland di Nicola Pierucci con la collaborazione di Gianfilippo Fancello, è legata a un progetto di beneficenza: verrà messa in digital download negli store più diffusi e su Apple iTunes e il 100% dei ricavi verrà devoluto per un progetto per la ricostruzione.


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