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Dai vertici del mondo accademico a Fermo: il professor Philippe Mudry e l’evoluzione della società vista dall’allattamento materno

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di Paolo Paoletti

Il passaggio culturale nel corso dei secoli, visto dal punto di vista della donna, nello specifico dell’allattamento. Negli ultimi dieci anni, si sta vivendo un importante cambiamento culturale in Europa, ovvero il ritorno ad una vita più sana partendo dal cibo, evitando prodotti artificiali e facendo sempre più riferimento ai prodotti naturali. Espressione di questo fenomeno culturale è l’allattamento materno che ha subito un’evoluzione quanto mai interessante nel corso della storia.

Una presenza prestigiosa è stata protagonista ieri pomeriggio, nella sala lettura della biblioteca civica di Fermo, della conferenza d’inaugurazione della mostra dal titolo “Neonati e bambini nei libri di medicina e nelle stampe della biblioteca civica Spezioli di Fermo” che rimarrà aperta dal 12 dicembre 2016 al 28 gennaio 2017. Si tratta del  professor Philippe Mudry, latinista e storico della scienza, professore onorario presso l’Università di Losanna e membro del Comitato esecutivo dell’Istituto Svizzero di Roma, dove presiede la commissione universitaria. Co-editore della rivista «Museum Helveticum», ha indagato numerosi aspetti della medicina antica soprattutto nel mondo romano, occupandosi tra l’altro di Celso, Celio Aureliano, Scribonio Largo. 

Intervistato da Cronache Fermane il professor Mudry ha spiegato come l’allattamento possa essere visto come uno specchio dei cambiamenti culturali della società.  “Mi sono interessato soprattutto alla storia dell’allattamento nell’antichità e nell’impero romano – ha spiegato il professor Mudry –  Ho visto ciò che pensavano i medici greci e gli scienziati come Aristotele, Ippocrate o Galeno. Ho visto  una cosa molto interessante: a Roma c’era il modello tradizionale. La madre doveva restare in casa e il suo compito quasi esclusivo, era allattare i figli ed educarli. Con il passare dei secoli le cose sono cambiate. La donna ha guadagnato un certo spazio di libertà, soprattutto nelle classi alte della società in cui affidava il figlio ad una balia per allattarlo così che la madre avesse più libertà  per fare altre cose. Nel primo secolo dopo Cristo l’imperatore Augusto ha lanciato il movimento di reazione contro il lusso e la ricchezza, volendo riportare il modello tradizionale della società romana con la madre che doveva tornare al suo posto, cioè in casa. Il filosofo Favorino ha preso posizione conto le donne che volevano essere più libere e non più allattare. Ha trovato il modo di farlo creando una presunta posizione scientifica, ha detto: è assolutamente importante che la madre nutrisca il figlio dal proprio seno perchè attraverso il latte passano i caratteri ereditari. Se il bambino viene dato a una nutrice perde l’identità della famiglia che passa attraverso il latte.  In realtà voleva lottare contro questa libertà guadagnata dalle donne”.

Philippe Mudry aggiunge: “E’ molto interessante vedere questi cambiamenti. Il latte è un fenomeno che mostra l’evoluzione della società. Se facciamo il paragone con la società di oggi, non ci sono nutrici o balie, ma c’è il latte artificiale. Nel 20esimo secolo molte donne non hanno più nutrito il figlio direttamente, a favore del latte artificiale visto come migliore del latte materno, perché non trasmette malattie ecc. E’ molto strano e interessante vedere che oggi come oggi, in questi ultimi decenni, la situazione sia cambiata e le giovani madri vogliono di nuovo allattare il bambino e non si fidano più del latte artificiale. L’Europa sta vivendo un movimento che è il ritorno, non so se alla tradizione, ma a una vita senza prodotti artificiali, e se esiste un prodotto naturale quello è soprattutto il latte materno”

Una mostra da non perdere, quella all’interno della biblioteca di Fermo,  che sottolinea il rapporto proficuo e fattivo con l’Università Politecnica delle Marche e in particolare con la Facoltà di Medicina e Chirurgia nella quale insegna la professoressa Stefania Fortuna, docente di storia della medicina.


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