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Lettera minatoria ai vigili urbani: “Pronti ad uccidervi, quello che sarà? Neanche lo immaginate”

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“Eravamo abbastanza tranquilli visto che è passato quasi un anno dalle lettere minatorie, oggi purtroppo ricomincia questa brutta storia, confidiamo nel lavoro della magistratura”. Sono le parole dell’assessore alla polizia municipale Mauro Torresi, ancora scosso per quanto avvenuto. “Pronti ad uccidervi” questo il terribile messaggio contenuto nel testo della lettera indirizzata al corpo dei vigili urbani di Fermo. La busta è stata rivenuta ieri mattina, attorno alle 7.45, nella sede dell’autoparco di Piazza Dante dove i vigili urbani arrivano per lasciare i propri mezzi di proprietà, indossare la divisa per poi entrare in servizio. “Si trovata tra la porta d’ingresso e l’inferriata, era scritta ad computer ed è stata consegnata a mano, nessuna traccia di francobolli”.  Vigili che hanno cercato di tenere il massimo riserbo sulla cosa, consegnando subito il foglio in Procura.

Agghiacciante quanto si legge nella lettera: “Facciamo un gioco: testa o croce. Ops è uscita croce, come la morte. Pensate che ci siamo dimenticati di voi vero?  Pecore. Il lupo cattivo non dimentica. Vi abbiamo controllato e ci siamo divertiti. Sappiamo tanto, tutto di voi. Dove abitate, cosa fate….Quello che è stato non è nulla. Quello che sarà? Neanche lo immaginate“.

Parole terribili da non sottovalutare soprattutto se sommate all’agguato subito dai vigili urbani la sera del 26 ottobre 2015, all’uscita dell’autoparco di contrada San Martino, in cui ignoti hanno sparato  otto colpi ad altezza uomo con un fucile a sale. Proprio a seguito di quanto avvenuto era stato predisposto il trasferimento in piazza Dante, posto meno isolato rispetto all’autoparco di Contrada San Martino.

 

 

 


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