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Annibal Caro: il comitato genitori scrive a Perugini: delusione e rammarico
(la lettera integrale)

Il comitato: "Viene da pensare con amarezza che l’amministrazione provinciale e i politici che la rappresentano sembrano essere ancora una volta al servizio di se stessi, più che al servizio dei cittadini".
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Alcune immagini del liceo classico Annibal Caro riaperto per le lezioni

Alla vigilia del voto per il rinnovo del consiglio provinciale, una lettera aperta giunge al presidente Aronne Perugini da parte del comitato tecnico dei genitori degli alunni del liceo classico Annibal Caro di Fermo. Nel documento vengono ancora espressi dubbi sull’opportunità di far tornare gli studenti a scuola in due plessi scolastici entrambi siti nel danneggiato centro storico di Fermo post-sisma.
Genitori che tornano a ribadire come la provincia di Fermo avrebbe potuto con slancio e generosità offrire i propri uffici siti nel polo scolastico provinciale per ospitare i ragazzi del liceo classico di Fermo. Un’operazione che certamente avrebbe comportato un lavoro di concerto ed impegnativo ma che era possibile, secondo il comitato dei genitori, entro gennaio senza affrettare i tempi per una sola settimana di rientro prima delle vacanze di Natale.
“Il sindaco Paolo Calcinaro – hanno sottolineato più volte molti genitori degli studenti – ha in pochissimi giorni trasferito un’intera scuola da un edificio all’altro. Stessa cosa ci si poteva aspettare dalla Provincia con il classico ma è stata una proposta che, non solo non è arrivata con generosità dalla politica ma è stata da questa immediatamente scartata lasciando sgomenti i genitori degli alunni”. Ancora una volta, come si legge nella nota integrale sotto riportata, “la politica ha dimostrato di essere più a servizio di se stessa che dei cittadini”.
Proprio in questo fine settimana il Liceo si appresta ad accogliere con “Scuole aperte” genitori e potenziali prossimi studenti.
In questi giorni pullulano, inoltre, sui social network fotografie di aule con finestre irraggiungibili e addirittura con sbarre di ferro, auto parcheggiate negli unici spazi di raccolta previsti all’esterno e un esterno stesso che è ancora un cantiere con edifici a tutt’oggi ancora inagibili. Questo e altro ancora si legge nella lettera che il comitato dei genitori ha scritto al presidente della provincia Aronne Perugini e che riportiamo integralmente:
“Egregio Presidente Perugini,
gli studenti del Liceo Classico A Caro sono oggi ritornati a scuola. Al loro rientro abbiamo dovuto purtroppo constatare che molti degli impegni da lei presi pubblicamente negli incontri avuti con il comitato tecnico dei genitori non sono stati rispettati. 
Nell’ultimo incontro del 9/12 Lei, insieme ai tecnici della Provincia, aveva assicurato che erano state effettuate tutte le verifiche concordate con i tecnici del comitato dei genitori  e che i documenti sarebbero stati resi pubblici prima della riapertura della scuola. Ci siamo fidati delle sue rassicurazioni verbali. La scuola è stata riaperta, come lei ha fortemente voluto prima di concludere il suo mandato di Presidente, ma non disponiamo ancora dei documenti relativi ai diversi aspetti della sicurezza dell’edificio e non sappiamo se siano stati effettivamente redatti dagli organi competenti. A parole, ci sono state garantite molte cose; per iscritto non abbiamo potuto leggere quasi nulla.
Al rientro, i genitori hanno scoperto con sconcerto che, contrariamente agli accordi intercorsi con il comitato tecnico, sono state riaperte le aule dichiarate inagibili per rischio di crollo esterno. Si tratta delle aule cosiddette ‘Pedaso’ (che si trovano sotto San Martino) e della palestra. Nulla è stato fatto per quanto riguarda le vie di esodo esterno, nonostante gli impegni da lei presi, insieme al Sindaco di Fermo, relativamente alla viabilità e ai parcheggi di Largo Mora, dove si trova un punto di prima raccolta.  La scuola ha inviato ai genitori una circolare nella quale informava che gli studenti accederanno alla palestra del Liceo da Via Mameli: come lei ben sa, su via Mameli incombe un lato dell’Auditorium che sembra essere il più danneggiato di tutti. Inoltre, gli alunni sistemati all’EUF occupano uno stabile della cui garanzia di sicurezza nulla si sa e alcuni di loro sono in condizioni che definiremmo poco dignitose.
Nell’ultimo incontro del 9/12, Lei ha esordito con un lungo discorso nel quale ha rivendicato l’atteggiamento collaborativo  che la Provincia ha avuto con il comitato tecnico dei genitori. Alla prova dei fatti, ci sembra di essere stati ingannati e di esserci fidati in buona fede di promesse verbali che non sono state poi in gran parte rispettate. A questo punto, valuteremo le iniziative più opportune da intraprendere, senza escluderne alcuna. Invieremo inoltre questa Lettere Aperta a tutti i rappresentanti di classe perché valutino le eventuali iniziative pubbliche di protesta.
Ci permetta infine un’ultima considerazione. Come molti genitori oggi hanno osservato, più di quattrocento studenti, che dovrebbero veder garantito il loro diritto alla studio in condizioni sicure e decorose, si trovano a seguire lezioni impegnative  in un contesto talora  ai limiti del decoro come chiunque oggi ha potuto constatare e che è testimoniato dalle decine di foto che girano sulla rete. E tutto questo per l’immotivato, irragionevole e ostinato rifiuto di spostare trenta dipendenti della Provincia, che lavorano nei locali del Polo scolastico. Dopo quello che abbiamo visto oggi e pensando invece a che tipo di scuola avrebbero potuto avere i cinquecento studenti del Liceo Classico, viene da pensare con amarezza che l’amministrazione provinciale e i politici che la rappresentano sembrano essere ancora una volta al servizio di se stessi, più che al servizio dei cittadini. 
Certi della sua collaborazione e sensibilità, le porgiamo distinti saluti.
Il comitato

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