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Oltre 983 milioni di euro: i numeri dell’export del Fermano, decollano gomma e agricoltura

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Giampietro Melchiorri

“I dati vanno analizzati con calma. Una cosa è certa, non stiamo camminando all’indietro, ma il rallentamento è evidente. Non in tutti i settori”. Il presidente di Confindustria Fermo, Giampietro Melchiorri, commenta i dati del centro studi di Confindustria Marche sull’export della Provincia di Fermo che nei primi mesi del 2016 è sceso del 3,7%.
Una fotografia in chiaro scuro che Melchiorri presenterà oggi (sabato) al presidente nazionale di Confindustria, Vincenzo Boccia, in visita a Fermo per dare il suo sostegno alle popolazioni terremotate e agli imprenditori coinvolti: “La nostra associazione per superare la crisi, internazionale e non certo locale, deve avere una voce sola e forte verso il Governo e quindi verso l’Europa. Basta davvero poco per far tornare il segno + davanti a tutte le voci, soprattutto in quella che più incide nel Fermano che è il manifatturiero legato al mondo della moda”.

QUADRO REGIONALE
Le Marche tornano a crescere. Nei primi nove mesi del 2016 l’export ha fatto segnare un +5,2%. Una delle migliori prestazioni a livello nazionale. La quota totale dell’export regionale vale con i suoi 8milioni 897mila euro il 2,9% del mercato, in crescita rispetto al 2,8 del 2015. A trascinare le Marche il settore della farmaceutica, con un +40,6%, e degli articoli in gomma con +9,5%. Settori che compensano la frenata degli articoli in pelle che passano da 1.580.408.456 milioni a 1.492.236.033 con un calo del 5,6% che non intacca la leadership in valore.

IL FERMANO
In totale la provincia di Fermo esporta beni per 983.864.904 milioni di euro. “Il piccolo calo è ovviamente frutto della frenata del settore delle pelli e dell’abbigliamento che vale l’80% del nostro export”. Le due voci infatti insieme hanno prodotto nel 2016 787.933 milioni di euro di export con un calo che per quanto riguarda gli articoli in pelle senza abbigliamento è del 7,5%. “Non aiuta di certo il quadro generale la recente decisione dell’Unione Europea di prorogare di sei mesi le sanzioni alla Russia. Immaginiamo quel mercato come terra promessa per le scarpe, ma in realtà è un sistema che va in sofferenza verso un mercato che da sempre per le Marche è fonte di riferimento. La politica ancora una volta si conferma sorda alle richieste delle imprese e quindi dei lavoratori”.
Ma c’è anche chi continua a correre in provincia di Fermo. “Un dato che balza agli occhi è quello del settore agricoltura e pesca che fa segnare un importante +11,5%. La ricchezza della nostra terra è un brand che dobbiamo imparare a veicolare al meglio”. E c’è poi il mondo della gomma e della plastica che se nella vicina Ascoli piceno vale 87milioni di euro di export, nel Fermano sta decollando con un +18,5% che porta l’export a 52milioni di euro: “
I mercati di riferimento restano quelli dell’Unione Europea, che occupano una quota di mercato del 54,7% (538milioni di euro) e che hanno subito una frenata dell’1.2%. A questi si aggiungono l’Asia Orientale e i Paesi europei extra Eu che hanno subito nel 2016 un calo in doppia cifra. Non compensa, anche se fa ben sperare, l’ascesa dell’America Latina, +30% per 9milioni di valore, e dell’Africa settentrionale.

 


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