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“Ballo ma non mi sballo”, al PalaSimply
il Capodanno è analcolico

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Si chiama “Ballo…ma non mi sballo”. E in altre parole è il Capodanno analcolico organizzato dall’Arcat Marche con il supporto e il contributo del Comune, con gli assessori alle politiche giovanili Francesco Gramegna, e al commercio e turismo Catia Ciabattoni. “Qualcuno ha detto che sarà un Capodanno triste. Nemmeno per idea. Io lo definisco alternativo. Vogliamo provare e vedere come va” il parere di Gramegna. “Chi coglierà quest’occasione non se ne pentirà” aggiunge Ciabattoni. A presentare l’evento, oltre agli assessori Gramegna e Ciabattoni, questa mattina in sala consiliare i referenti dell’associazione regionale Arcat Marche, club alcologici territoriali (metodo Hudolin), ossia il presidente Roberto Amadio, il segretario Stefano Urbani e Cristina Ribichini. “Ce ne hanno dette di tutti i colori e francamente sono andati dai carabinieri per denunciare chi ci ha offeso. Poi mi sono sentito con l’ufficio di Gramegna e ho pensato che ci facevano solo pubblicità” il punto di Amadio. Ma andiamo all’evento “a cui abbiamo dato un contributo di circa mille euro” confessano Ciabattoni e Gramegna.

“Stiamo inseguendo da un paio d’anni quest’iniziativa. Anche lo scorso anno – fa sapere Gramegna – volevamo portare avanti questa proposta alternativa alle altre proposte per Capodanno. Ma non è stato possibile per questione di spazi. L’idea dell’Arcat ci è piaciuta molto. Con il PalaNatale abbiamo lo spazio per realizzarla. Analcolico è riduttivo. Meglio dire “ballo ma non mi sballo”. Ci saranno lo youtuber Simone Paciello, i rapper Sabi Mc, Ali e Enemy, e un dj. Ci sono state polemiche su questa proposta, Capodanno triste? Non è affatto triste, ci saranno dei giovani ad animare la serata, e poi facciamo quest’evento perché molti cittadini segnalano vandalismo, bottiglie rotte, acquisto di alcolici da parte di minori. Abbiamo quindi pensato a famiglie e adolescenti. Noi lanciamo un messaggio chiaro: al PalaNatale si può festeggiare senza distribuzione di bevande alcoliche. Una proposta chiara senza episodi spiacevoli soprattutto collegati a minorenni che abusano di sostanze alcoliche e stupefacenti. Credo che la città capirà. Sul contributo dico solo che abbiamo dei soldi pubblici da spendere e in amministrazione decidiamo come. Poi saranno i cittadini a giudicare se abbiamo fatto bene o male”.

“E’ un piacere vedere prendere forma quest’evento perché ci ragioniamo da tempo. Quest’anno finalmente siamo riusciti a metterlo in piedi. Sono orgogliosa per il valore sociale e civile che questa proposta rappresenta. Credo che il messaggio sia in controtendenza ma importante, con un target giovanile che ha bisogno di attenzione. I giovani devono essere accompagnati. Nel mondo delle droghe e delle dipendenze spesso si perdono. Ci si può divertire in tanti modi, non necessariamente perdendo la coscienza. Chi vorrà cogliere questa occasione non se ne pentirà, con divertimento totale. E’ un progetto ambizioso, siamo al primo anno”.

E’ il turno di Amadio: “Siamo un’associazione non a scopo di lucro. Ci occupiamo dei problemi correlati all’alcol, dalle droghe a altre dipendenze. Lavoriamo su tutti i campi. Nelle Marche ci sono 18 club in cui le famiglie si riuniscono e discutono dei problemi. L’alcol è una droga al 100%. Partiamo dall’astinenza per arrivare alla sobrietà che non può prescindere da un cambio di costumi della persona. Tutta la famiglia deve collaborare nel cambiamento. In Italia, sulla popolazione abbiamo il 5% di astemi, il 75% di moderati a rischio di dipendenza, e il 25% di alcolisti con gravi problemi: tra questi, 800 mila giovani dai 13 ai 18 anni con gravi problemi di alcol, dai 20 ai 25 anni sono un milione. I Comuni ci diano la possibilità di collaborare. Porto San Giorgio è l’unico Comune nelle Marche, e forse in Italia, che organizza con noi un Capodanno analcolico. Non vogliamo dettare legge ai ragazzi ma anche se ci sono 100/200 ragazzi a partecipare, a sperimentare, per noi è un successo. Ho letto i commenti di chi ha polemizzato. Sono andato in caserma per sporgere denuncia. Poi ho chiamato la segretaria di Gramegna. A quel punto ho pensato: alla fine ci fanno solo della pubblicità. E così non ho denunciato nessuno. Il Comune ci ha dato aiuto, anche con un contributo. Ma i veri contributi sono arrivati dagli sponsor. Ringrazio Cristina Ribichini e Rebecca Pagliaretta. Abbiamo anche firmato un protocollo con la Regione. Siamo la terza regione in Italia per consumo di alcol. Su 100 persone ne guariscono 70, che diventano astemie. Perché non facciamo un convegno, il prossimo anno, sui problemi dell’alcol?” e subito arriva l’ok di Gramegna e Ciabattoni.
“Far divertire ragazzi ubriachi è davvero facile. Noi – aggiunge Ribichini – vogliamo provare a far divertire i giovani per convincerli del fatto che ci si può divertire anche senza alcol. Ci sono rapper locali. Dj bravi e uno youtuber davvero famoso. Consumazioni da 10 euro non caricano nemmeno di spese le famiglie. Saremo discretamente presenti per vedere cosa succede nel corso della serata”.
Chiude Urbani: “Il target è dai 13 ai 17 anni, sono minorenni. E la legge li tutela, la vendita di sostanze alcoliche è a loro vietata. Il divertimento è la base di quest’evento, e in più c’è la tutela della legge. Ovviamente la serata è aperta anche ai maggiorenni ma l’alcol non si venderà nemmeno a loro. La nostra mission principale è la prevenzione. Diamo solo degli input. Non obblighiamo a non bere ma vogliamo solo far ragionare sul problema”. L’ingresso alla festa costerà 10 euro, con consumazioni comprese.


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