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Icubed chiamata alla prova Fossombrone,
ma la mente è già rivolta ai playoff

SERIE C SILVER - Impegno da onorare ai meri fini di calendario per Pedaso, già certo di disputare gli spareggi promozione. Il punto della situazione con Mosconi

PEDASO – Scende in campo stasera l’Icubed (palla a due alle ore 21:15) per l’ultimo match di stagione regolare, che la vedrà impegnata sul proprio parquet contro Fossombrone.

Una sfida senza implicazioni di classifica, dal momento che gli uomini di Camarri sono già sicuri del terzo posto. Sarà però un’opportunità per cercare nuovi equilibri in assenza di Lanfranco Mosconi (foto sopra), out per la rottura dello scafoide rimediata nella penultima partita giocata dai biancorossi, quella in trasferta contro Civitanova. E proprio con Mosconi ecco il punto della situazione sulla splendida cavalcata della squadra nel girone di ritorno.

Mosconi, come si sente a distanza di qualche giorno dall’infortunio contro Civitanova? Come è avvenuto e come ha fatto a terminare ugualmente la partita? Tempi di recupero?

“Sono parecchio amareggiato. La partita con Civitanova era molto importante ed è stato bello vincerla, anche se l’obiettivo era quello di arrivare ai playoff nelle migliori condizioni possibili e invece così, personalmente non so se avrò la possibilità di tornare in campo prima della fine della stagione. Sinceramente non so come mi sono procurato l’infortunio, non ricordo di aver subito botte o cadute particolarmente pesanti. La partita l’ho terminata perché quando c’è di mezzo l’adrenalina non sento nulla, poi era una sfida talmente bella da giocare che l’avrei finita anche senza un braccio. Per quanto riguarda i tempi di recupero mi hanno detto di tenere il gesso per 40 giorni, ma spero di poter accorciare questo periodo e di poter cominciare prima la riabilitazione, magari con un tutore”.

Evidentemente nell’ambiente c’è qualcosa che le piace particolarmente. Questa è infatti la sua terza “incarnazione” pedasina. Cos’è che rende speciale Pedaso per lei?

“L’andare e il tornare è dovuto al mio carattere, perché sono un po’ “instabile” e tendo spesso a cambiare. Però, come si dice, al cuore non si comanda; devo molto a Pedaso per la mia carriera, perché mi ha dato l’opportunità di crescere come giocatore e come persona, di maturare sul campo permettendomi anche degli errori e senza mai mettermi troppa pressione. Questo non deve però far passare in secondo piano il fatto che qui si lavora benissimo e con il sorriso sulle labbra: tutte le volte che ho giocato a Pedaso c’è sempre stato un gruppo vero e non ci sono mai stati problemi con i compagni.

Nella sua ultima stagione pedasina l’annata ebbe un andamento simile a questa: girone d’andata altalenante, poi grande accelerazione e rimonta in quello di ritorno. Vede similitudini tra le due stagioni? Qual è stata secondo lei la svolta quest’anno?

“Ci sono molte similitudini tra le due stagioni, però il campionato di quest’anno è molto più tosto. Senza nulla togliere all’annata della promozione, perché la gioia è stata immensa, nel rapporto tra le potenzialità della squadra e il livello del campionato abbiamo fatto molto meglio quest’anno. Intendiamoci, anche in questa stagione avevamo delle potenzialità molto alte ma, come dicevo prima, il livello delle avversarie è cresciuto. Quest’anno la svolta è arrivata quando abbiamo capito che non potevamo sottovalutare nessuno e che dovevamo essere più tosti mentalmente, perché forse prima inconsciamente capitava che in alcune partite giocassimo più morbidi e tranquilli. Al di là del fatto che all’inizio segnavamo anche poco, secondo me il vero miglioramento lo abbiamo fatto più che altro in difesa, il che ci ha permesso di alzare i ritmi e di crescere anche in attacco. Siamo stati bravi tutti, dal primo all’ultimo, perché ognuno ha dato il suo apporto in ogni partita e questa è la caratteristica delle grandi squadre. Siamo cresciuti tutti quanti insieme, non uno più degli altri”.

La partita di stasera contro Fossombrone è inutile ai fini della classifica. C’è però ancora grande incertezza su chi sarà la vostra avversaria al primo turno di playoff. Chi evitare tra le formazioni in lotta?

“Sì, in effetti la partita con Fossombrone non incide granché né per noi né per loro. Ai playoff vorrei evitare il Loreto Pesaro, perché la squadre pesaresi sono sempre ostiche, tecnicamente forti e il loro è un campo storicamente difficile”.


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