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“Il mio testamento spirituale per i giovani”: a settembre la nascita della Fondazione Don Franco

SERVIGLIANO - L'annuncio in una lettera, il prossimo 19 agosto festeggerà il suo 61° anno di Sacerdozio, mentre il 27 agosto presenterà il libro “Amore non conosce misura”
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Il prossimo 19 agosto festeggerà il suo 61° anno di Sacerdozio. E lo farà simbolicamente a Servigliano, “il luogo da dove sempre ho coltivato i miei ideali, soprattutto con i giovani del mondo”.

Per Don Franco Monterubbianesi, fondatore della Comunità di Capodarco, quella del 2017 sarà una celebrazione particolare.

“Darò l’annuncio – spiega in una lettera – di voler lasciare il mio testamento spirituale, non con delle riflessioni, ma in una azione che continuerà dopo la mia vita.

A settembre si costituirà una fondazione intitolata a mio nome: Fondazione Don Franco sottotitolo ‘con i giovani’.

Voglio continuare a lottare con i giovani che adesso coinvolgerò con me. Vi mando a conoscenza la bozza delle idealità con cui la fondazione si organizzerà in Italia anche per il mio ruolo di animatore del rilancio del movimento di Capordarco. Il coinvolgimento dei giovani, con me, deve essere nel lavoro promozionale di una progettualità precisa che è l’inclusione e l’integrazione umana dei disabili e dei profughi. La sto cercando di portare avanti con la Chiesa di Papa Francesco, con il suo Dicastero dello Sviluppo Umano Integrale e il suo sottosegretariato per i migranti.

Sarà un lavoro Regione per Regione coinvolgendo le realtà ancora vive di Capodarco o quelle che possono risorgere e che vorranno coinvolgerci nella forza della mia ispirazione e del mio fare comunità nel territorio su cui ho sempre cercato di lavorare.

Ora, anche secondo il senso della pienezza del mio sacerdozio, che vuole essere fedele ad una Chiesa profetica, quella di Papa Francesco, per noi che nel passato, come ci diceva il Card. Martini eravamo solo “una chiesa di contestazione”.

Ora con tutti gli amici credenti ma anche con gli uomini di buona volontà cerchiamo di costituirci come un popolo che cammina nella storia secondo le ispirazioni delle “tre T” di Papa Francesco (Techo, Trabajo e Tierra) applicandole ai bisogni dei disabili e dei profughi che sono le vere due emergenze per cui lottare per una vera inclusione. Già ieri, qui, a Palazzo Monti, abbiamo coinvolto cinque Sindaci della montagna, delle propaggini dei Sibillini che si sono ritrovati (altri tre dovevano venire) per dare seguito alle “Parole della Montagna” sull’accoglienza della fragilità. Parole, “la fragilità”, da vivere con i fatti con i giovani delle Marche a cui daremo l’impegno preciso dell’accoglienza dei disabili e dei profughi.

Si avvia così il progetto che per ora dal Lazio alle Marche con la Chiesa cercheremo di portare avanti con slancio ma anche con la partecipazione di voi adulti che invito a pregare per me. Secondo il programma ideale della futura fondazione potete e dovete essere l’appoggio morale ma anche economico dei progetti che i giovani ‘partecipanti’ metteranno in piedi.

Ci saranno giovani fondatori che si stanno già formando, ma ci saranno anche i partecipanti come giovani che vogliono mettersi in campo con noi.

Accanto agli adulti come “Cuore degli Adulti” a Palazzo Monti oltre al comitato dei Sindaci che si sono già espressi di aver qui la loro sede, ci dovrà essere anche la sede dell’Associazione: “Donne, famiglia per la qualità della vita” di cui parlo a voi da tempo.

Così il 27 agosto, domenica, alle ore 18 nel Salone parrocchiale che si trova di fianco alla Chiesa di San Marco di Servigliano, presenteremo il libro “Amore non conosce misura” che raccoglie le memorie di vita di Marcella Samuelli, una grande comunitaria a me molto fedele, che è salita al cielo questo anno. E’ un bellissimo libro e a Marcella, alla sua protezione, vorrei dedicare la nascita dell’Associazione delle donne, a protezione e accompagnamento dei giovani che a casa Monti troveranno gli ideali della loro vita.

Solo nelle donne, nella loro capacità di dono, si può esprimere un poco di quell’Amore Divino che nella storia accoglie veramente i poveri e gli esclusi, dando ad essi, con il nostro povero aiuto, la dignità di vita che merita.

Vi attendo il 19 e anche il 27 a Servigliano.

Il 19 alle ore 18 nella Chiesa di San Marco, nella piazza principale di Servigliano, celebrerò la messa del sacerdozio. Dopo la messa ci incontreremo degli amici nel Parco della Pace (dove c’era il campo di concentramento) e lì parleremo del programma operativo che ci deve coinvolgere tutti”.


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