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Ricky Portera: ”Torno a Montegranaro
per la terza volta, adesso parlerò di me”

IL PERSONAGGIO - Il chitarrista, tra gli altri di Lucio Dalla e degli Stadio, domani sera intratterrà la cena dei presenti all'hotel Horizon ripercorrendo in musica le tappe della sua carriera grazie a "Ci sono cose che non posso dire", romanzo biografico scritto da Paola Pieragostini
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Ricky Portera con una delle sue Ibanez

MONTEGRANARO – Come già reso noto da questi spazi, domani sera presso l’hotel Horizon il noto chitarrista Ricky Portera sarà ospite della struttura per allietare la cena dei presenti ( leggi il nostro articolo ).

“Ci sono cose che non posso dire”, romanzo biografico scritto dalla collega Paola Pieragostini, offrirà il filo conduttore che, a colpi di chitarra, farà viaggiare i presenti lungo la longeva e prestigiosa storia del musicista. Cofondatore degli Stadio insieme al cantante, Gaetano Curreri, Portera è noto alla massa come collaboratore di Lucio Dalla, con il quale ha avuto modo di lavorare artisticamente per oltre tre decadi.

Dagli anni ’80 ai lustri contemporanei il musicista messinese ha collezionato in curriculum presenze al fianco di Eugenio Finardi, Loredana Berté, Ron, Nek, Anna Tatangelo e Samuele Bersani.

“Non è la prima volta che vengo in città – dichiara Ricky Portera -, qui ho avuto il piacere di suonare in un circolo, quasi vent’anni fa, e replicare lo stesso show presso il cineteatro La Perla un paio d’anni dopo. Suonavo in trio con Cicogna e Pescara, adesso torno per svelare il mio “dark side of the moon” (metafora dal chiaro riferimento all’album capolavoro dei Pink Floyd, ndr) cioè mettere in luce aspetti di me che non sono noti ai più”.

“Non si parla male di nessuno, non vengono a galla critiche e non trionfa la scontentezza – prosegue il talentuoso chitarrista dal suono graffiante e dalla mano tecnica che non disdegna affatto la ricerca della nota di gusto -, grazie alla scrittrice Paola Pieragostini passerò in rassegna le fasi più importanti della carriera ma niente paura: non ci saranno parole, parole e ancora parole, bensì trionferà la musica. Suonerò alcuni brani degli Stadio e richiamerò il lavoro con Dalla. Per cantare Lucio ci vuole coraggio, io ce ne metterò e lui da lassù non avrà a volermene”.

Paolo Gaudenzi

 


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