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Gerusalemme omaggia Gino Bartali,
la nipote Gioia alla presentazione
del Giro d’Italia 2018

SPORT – Gioia Bartali, residente a Montegranaro, alla cerimonia in Israele. Presenti anche il ministro Lotti ed i ciclisti Basso e Contador
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di Andrea Braconi

foto di Gioia Bartali

Quattro anni fa c’era Andrea, il figlio di Gino Bartali scomparso lo scorso giugno, ad omaggiare il padre. Oggi è stata la volta di sua nipote Gioia, la figlia di Andrea residente a Montegranaro, che ha raggiunto Gerusalemme per rappresentare la famiglia in occasione di un evento storico: la presentazione della partenza proprio da Israele del Giro d’Italia 2018, il prossimo 4 maggio, e l’omaggio a suo nonno, il Gino nazionale, capace di salvare circa 800 ebrei durante la seconda Guerra Mondiale nascondendo documenti falsi nella sua bici.

Bartali, morto nel maggio del 2000, venne riconosciuto come “Giusto fra le Nazioni”il 10 ottobre del 2013. Da quel giorno il suo nome figura sul muro d’onore del Giardino dei Giusti, all’interno del Mausoleo della Memoria Yad Vashem.

A Mauro Vegni, direttore della corsa, il compito di spiegare i percorsi delle tre tappe (con un’avvio a cronometro) e di rimarcare come questa sia un’occasione importante per entrambi i Paesi. “Avremo l’opportunità di raccontare l’Italia e l’italianità al vostro popolo”, ha aggiunto.

Presenti anche il ministro dello Sport Luca Lotti ed il ciclista iberico Alberto Contador.

“Per un italiano che sogna di correre in bici – ha spiegato Ivan Basso – il Giro è qualcosa di speciale e ogni anno presenta delle novità, qualcosa che rende questa corsa sempre più bella e sempre più famosa. Credo che questa partenza da Gerusalemme, così unica e speciale, possa ulteriormente unire le culture ed i popoli. Quest’anno lo sarà ancora di più, proprio per la partenza dalla città più spirituale del mondo”.

Molto emozionata Gioia Bartali. “È impossibile spiegare tutte le emozioni vissute in queste ore. Ascoltare personalità del mondo delle istituzioni e dello sport mentre descrivevano mio nonno come una persona meravigliosa è un qualcosa che mi porterò dentro per sempre. Ma soprattutto significa che lui, oltre alle imprese sportive, ha lasciato tanto da un punto di vista umano, scrivendo una pagina importante della storia del nostro Paese e anche del popolo israeliano”.


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