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Nel mirino i proprietari
delle case ‘a luci rosse’:
i sindaci si schierano con la polizia

FERMO/PORTO SANT'ELPIDIO/SANT'ELPIDIO A MARE - I sindaci: "Ottimo lavoro quello della polizia e delle forze dell'ordine. Noi facciamo tutto quello che è nelle nostre capacità"
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di Giorgio Fedeli

Nella lotta alla prostituzione portata avanti dal commissariato di Fermo, guidato dal dirigente Leo Sciamanna, c’è un nuovo bersaglio: i proprietari degli appartamenti “a luci rosse”. Gli agenti del commissariato di polizia, infatti, dopo aver individuato gli appartamenti utilizzati per la prostituzione, oltre a verificare la regolarità del contratto, a volte oltretutto inesistente, mettono i proprietari degli immobili a conoscenza dell’attività che viene svolta all’interno degli appartamenti (leggi l’articolo). Alla faccia di chi sostiene di non sapere cosa avviene sotto il tetto di sua proprietà. La comunicazione effettuata da personale del commissariato serve per una possibile segnalazione all’autorità giudiziaria per il reato di favoreggiamento alla prostituzione con possibile conseguenza, laddove il reato dovesse perdurare, il sequestro dell’appartamento. Un modus operandi che va oltre il controllo tout court. E su cui i sindaci fanno quadrato.

QUI FERMO

Paolo Calcinaro

Sono davvero grato per l’operato della polizia e delle forze dell’ordine. Secondo me – le parole dei sindaco di Fermo, Paolo Calcinaro – il cuore del problema, dove andare a incidere per stroncare il fenomeno, è proprio nelle proprietà degli immobili. Bene i controlli sulle prostitute con identificazioni e allontanamenti. Ma non dimentichiamoci che spesso ci si imbatte in donne comunitarie. Lì i margini di manovra sono davvero minimi. Se si taglia il problema alla radice andando a incidere su chi dà loro appoggio logistico magari anche facendo orecchie da mercante, si possono ottenere ottimi risultati. Questa è la strada giusta, non solo per il fine ultimo ma anche in termini giuridici, fermo restando che i controlli in strada e in casa sono sempre indispensabili. Noi siamo a completa disposizione delle forze dell’ordine con le nostre banche dati. E quello che possiamo fare, facciamo. A Lido Tre Archi, ad esempio, abbiamo recepito le istanze della parte buona dei residenti andando a rompere l’anello della prostituzione davanti al centro sociale, dove la prostituzione era facilitata da quella particolare circolazione. Abbiamo creato un’isola pedonale. E infatti ora lì le lucciole non ci sono più. Sì, è vero, ora sono sul ponte al confine con Porto Sant’Elpidio. Ma dove abbiamo lavorato abbiamo stroncato il fenomeno. E continueremo di certo a fare la nostra parte”.

 

QUI PORTO SANT’ELPIDIO

Nazareno Franchellucci

“Sono davvero felice della strada intrapresa dalla polizia e dalle forze dell’ordine. E’ quello che noi non solo auspicavamo  ma che addirittura tre anni fa abbiamo anticipato con il comandante della Municipale. Ricorderete quando abbiamo aperto un rapporto di collaborazione con la Procura e la Prefettura. Avevamo intuito che – il punto del sindaco di Porto Sant’Elpidio, Nazareno Franchellucci – il problema dilagante era quello legato alla concessione degli appartamenti alle prostitute. Poi, certamente, vanno rispettati i tempi di indagine. Ma quando dissi che c’erano delle attività in corso mi riferivo proprio a operazioni del genere. Si ricordi la mia provocazione, che tanto provocazione non era, quanto nel 2013 sostenni che conoscevo i proprietari e che avrei pubblicato i loro nomi. Non lo feci perché gli atti furono trasmessi agli organi inquirenti per le opportune indagini. Non abbiamo mai abbassato la guardia. E tuttora, quando mi arriva la segnalazione di un nuovo appartamento del sesso, dopo cinque minuti, i dati sono trasmessi alle forze dell’ordine e alla questura. Quindi sono felicissimo che questa sia la strada intrapresa dagli investigatori, parallelamente alla prostituzione lungo la strada. Ancora ci sono le prostitute, inutile negarlo, ma c’è un’evidente attenuazione del fenomeno. Questa è la strada giusta dopo anni di collaborazione. Non posso che ringraziare le forze dell’ordine, questura, polizia, carabinieri, finanza e la nostra polizia municipale per un virtuoso lavoro di squadra”.

QUI SANT’ELPIDIO A MARE

Alessio Terrenzi

Il sindaco di Sant’Elpidio a Mare, Alessio Terrenzi, allarga la visuale: “Una strategia vincente. I proprietari degli immobili non possono fare finta di niente, sostenendo di non sapere cosa avviene al loro interno. E vado oltre. Non possono tenerli abbandonati o incustoditi lasciandoli alla mercé di prostituzione, spaccio di droga e tossicodipendenza. Da proprietà privata possono partire anche degli incendi, giusto per parlare di ulteriori rischi per la pubblica incolumità. Ovviamente anche noi amministratori dobbiamo pensare ai beni pubblici. Non è facile andare a intervenire sulle proprietà private. Certo ci sono le ordinanze ma l’ideale è che ognuno faccia il suo. Serve il pugno duro contro la prostituzione. Noi facciamo la nostra parte. Con il comandante della Municipale, Tofoni, siamo in campo da tempo con la videosorveglianza di ultima generazione. E abbiamo in programma investimenti annuali per arrivare a coprire tutto il territorio comunale”.

 

A dx il dirigente del commissariato di polizia di Fermo, il vicequestore Leo Sciamanna

Scovate altre tre case ‘a luci rosse’, ora rischiano grosso anche i proprietari: favoreggiamento e sequestro dell’immobile


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