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“Il negro? Dagli fuoco!”:
insultato, esce allo scoperto
e trova l’aiuto dei carabinieri

PEDASO - Un uomo, residente in Italia da 15 anni ed occupato in un'azienda del territorio, denuncia un atto di razzismo e i militari dell'Arma suggeriscono di far incontrare le parti per un chiarimento

Il luogo, a Pedaso, dove è avvenuto il fatto

di Andrea Braconi

“Lu negru? Daje foco!”. Una frase intollerabile, scandita in dialetto fermano. Una frase che resta dentro, lasciando ferite profonde. Soprattutto in chi come John (nome di fantasia, ndr) che in questo Paese vive da 15 anni, ha la cittadinanza italiana, ha comprato casa in provincia di Fermo, lavora e ha i figli che qui vanno a scuola.

Una storia purtroppo ricorrente, al punto da non fare quasi più notizia. Però poi, quando è il raziocinio ad avere la meglio e quando capita che i carabinieri, dietro richiesta di denuncia, suggeriscano prima un chiarimento tra le parti in causa, allora ecco che diventa quantomai necessario raccontarla, questa storia.

La città è Pedaso e tutto accade domenica scorsa, nelle prime ore del pomeriggio. Dopo pranzo, infatti, John esce per fare una passeggiata sul lungomare (“E per fortuna senza figli!”). Parcheggia la sua auto e si incammina. Al ritorno una lunga telefonata lo spinge a sedersi in auto. “Dopo un’ora ho chiuso e ho provato a far partire la macchina, ma niente. A quel punto sono uscito dall’auto e sono andato a chiedere un aiuto ad un gruppo di persone che erano lì vicino. Appena mi hanno visto arrivare hanno iniziato a dire: ‘Ah, noi non vogliamo niente!’. E io: ‘Volevo solo chiedervi se avevate dei cavi per far ripartire la macchina’. Allora c’è chi ha detto che non era venuto in macchina, un altro era in bici e così via. Così, mi hanno consigliato di chiedere a qualcun altro”.

La stazione dei carabinieri di Pedaso

Per mezz’ora John ha provato a fermare qualche vettura, chiedendo un aiuto. Ma nessuno si è fermato. Ha provato a raggiungere una stazione di benzina lì vicino, ma senza esito. Poi, il rientro verso la sua auto. “Ho incrociato un signore in bici che mi dava la schiena e che stava parlando con questo gruppo a cui avevo chiesto aiuto poco prima. Quelle stesse persone, appena mi hanno visto arrivare, hanno chiesto a questo in bici: ‘Per caso hai i cavi per far partire la macchina a quel ragazzo di colore?’. Lui subito ha iniziato a dire a voce alta ‘Lu negru? Daje foco!’, mentre gli altri gli suggerivano di fare silenzio perché io dietro di lui. Mi sono avvicinato e gli ho detto: ‘Eccomi, adesso mi dia fuoco’. Lui ha provato a giustificarsi dicendo ‘No, se non ti parte la macchina, dai fuoco alla macchina’. Non ho reagito, me ne sono andato solo pensando se questo signore, capace di pronunciare una simile frase, abbia figli o nipoti e cosa possa insegnare loro”.

Ma alla fine John decide di uscire allo scoperto e di denunciare la cosa, sia mediaticamente, sia ai carabinieri. “Come mi hanno consigliato anche i carabinieri, che ringrazio per la disponibilità, vorrei prima parlare con questa persona. Vorrei parlarci, perché questo è il Paese nel quale vivo e non voglio che accada più. Un anno fa a Fermo è successo quello che tutti sappiamo e io mi sono anche chiesto se mi fossi difeso quel giorno lì cosa sarebbe potuto accadere. Nel mio piccolo voglio far capire che questo deve finire, che l’integrazione non può non esserci e che non dobbiamo continuare a subire queste cose. Da questo signore voglio le motivazioni per le sue parole, altrimenti andrò avanti con la denuncia. All’inizio ho pensato di lasciar passare la cosa, ma poi vedendo i miei figli mi sono detto che in un futuro queste cose potrebbero essere vissute anche da loro. E per questo ho deciso di raccontare a voi questo atto di razzismo”.


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