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Emesso l’ordine di carcerazione:
Amedeo Mancini si presenta
spontaneamente al carcere di Fermo

FERMO - Nei prossimi giorni i legali difensori di Mancini, ossia Francesco De Minicis e Savino Piattoni promuoveranno un incidente di esecuzione al tribunale di Fermo
giovedì 7 dicembre 2017 - Ore 13:01
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Amedeo Mancini

di redazione CF

Emessa l’ordinanza di carcerazione per Amedeo Mancini. E non appena saputa la notizia, questa mattina l’ultrà fermano accusato di omicidio preterintenzionale per la morte del nigeriano Emmanuel Chidi Nnamdi, con una pena patteggiata a 4 anni, si è costituito al carcere di Fermo. Ultimo capitolo di una tragica vicenda che ha portato la città di Fermo alla ribalta delle cronache nazionali e internazionali? No. Gli avvocati di Mancini, Francesco De Minicis e Savino Piattoni, hanno infatti già programmato la prossima mossa: “Non appena saputo che era stato emesso l’ordine di carcerazione e prima ancora che gli venisse notificato, il giovane fermano, accompagnato dal suo difensore ha preferito presentarsi spontaneamente presso la casa circondariale della città. “Nei prossimi giorni i difensori promuoveranno un incidente di esecuzione  avanti al Tribunale di Fermo poichè, secondo la prevalente  giurisprudenza della Suprema Corte di Cassazione, l’ordine di carcerazione sarebbe dovuto rimanere sospeso sino alla pronuncia del  Tribunale di Sorveglianza di Ancona sull’istanza di affidamento in prova al servizio sociale“.

Una carcerazione che Mancini e i suoi legali, sinceramente, non escludevano. Anzi temevano potesse arrivare da un momento all’altro. Il 30 novembre scorso, infatti, è arrivata la sentenza della Corte di Cassazione che ha confermato il patteggiamento a 4 anni per Amedeo Mancini e dichiarato inammissibile il ricorso della difesa dell’ultrà fermano, mantenendo l’aggravante razziale mantenuta. Da quel giorno quindi i 4 anni sono diventati definitivi e la sentenza  in esecuzione. E l’ipotesi di carcerazione ha iniziato a farsi valere.  Con l’attuazione del decreto Orlando ancora non arrivata, Mancini infatti poteva ricadere, e così è stato, nella vecchia normativa che fissa a tre anni il limite di condanna residua da scontare per una sospensione dell’ordine di carcerazione. Mancini invece come ‘residuale’, al 30 novembre, aveva 3 anni e 10 giorni. In questo caso sarà il Tribunale di sorveglianza a esprimersi. Sull’eventuale carcerazione residuale di Mancini si apre, invece, un universo di tecnicismi. Ci sono infatti delle realtà giudiziarie che applicano ancora il limite dei tre anni e chi invece fa già riferimento ai 4 anni. Oggi, dunque, è arrivata l’ordinanza di carcerazione. Ma la difesa dell’ultrà fermano ha già pronta la contromossa: “Promuoveremo un incidente di esecuzione  avanti al Tribunale di Fermo poichè, secondo la prevalente  giurisprudenza della Suprema Corte di Cassazione – fanno sapere gli avvocati Francesco De Minicis e Savino Piattoni – l’ordine di carcerazione sarebbe dovuto rimanere sospeso sino alla pronuncia del  Tribunale di Sorveglianza di Ancona sull’istanza di affidamento in prova al servizio sociale”.

g.f.

La Cassazione conferma la sentenza di patteggiamento per Mancini: 4 anni, per l’ultrà si riaprono le porte del carcere?


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