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Mancini, presentato il ricorso
della Procura in Cassazione
contro la scarcerazione

FERMO - L'ultrà fermano, accusato di omicidio preterintenzionale per la morte del nigeriano Emmanuel Chidi Nnamdi, è stato scarcerato lo scorso 30 dicembre a seguito dell'accoglimento della richiesta, presentata dagli avvocati Francesco De Minicis e Savino Piattoni, suoi legali, di sospensione dell’ordine di carcerazione
domenica 14 gennaio 2018 - Ore 13:10
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L’ingresso della casa di reclusione di Fermo

Il procuratore capo Domenico Seccia

di Giorgio Fedeli

La Procura di Fermo ha depositato il ricorso in Cassazione contro il provvedimento di scarcerazione di Amedeo Mancini. L’intenzione della procura di procedere con l’impugnazione era trapelata già dal giorno, il 30 dicembre scorso, in cui l’ultrà fermano è uscito dal carcere (leggi l’articolo). Ma oggi quell’intenzione si è concretizzata nero su bianco.

La notizia arriva a distanza di 14 giorni da quella incentrata sull’uscita dal carcere di Fermo dell’ultrà fermano finito dietro le sbarre a seguito dell’ordinanza di carcerazione arrivata il 7 dicembre scorso. Carcere che Mancini ha potuto lasciarsi alle spalle il 30 dicembre grazie all’accoglimento della richiesta, presentata dagli avvocati Francesco De Minicis e Savino Piattoni, suoi legali, di sospensione dell’ordine di carcerazione. Con l’accoglimento della loro istanza i legali di Mancini si sono messi al lavoro per presentare istanza al tribunale di Sorveglianza per l’affidamento in prova ai servizi sociali del loro assistito. Ma la Procura di Fermo non è certo rimasta a guardare. Ed infatti è stato impugnato il provvedimento di scarcerazione. Un atto che punterebbe sulla giurisprudenza della Suprema Corte secondo cui, in assenza di normativa diversa, le pene superiori a tre anni di reclusione richiedono l’emissione di ordinanze di carcerazione.

Amedeo Mancini

Mancini, accusato di omicidio preterintenzionale per la morte del nigeriano Emmanuel Chidi Nnamdi, ha patteggiato una pena di 4 anni confermata dalla Cassazione. A quel punto, con l’attuazione del decreto Orlando non ancora arrivata, si è aperto un doppio binario giudiziario intorno alla carcerazione o meno dell’ultrà fermano. Dentro o fuori dal carcere? Vale il limite dei tre anni di pena da scontare per evitare la reclusione? Lo scorso 7 dicembre, si diceva, è arrivata l’ordinanza di carcerazione. E così Mancini, difeso dagli avvocati Francesco De Minicis e Savino Piattoni, si è presentato spontaneamente alle porte della casa circondariale di Fermo per uscirne tre settimane dopo.

 

 


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