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‘Animali Fantastici’, la rabbia del Movimento Animalista Fermano: “I bambini devono vedere i volatili liberi e non esposti come clown”

FERMO - Romanella: "Invece di tenerli in mostra in una piazza affollata, cosa che trovo diseducativa per i bambini, è bene che le scuole e le famiglie si organizzino e vadano a vederli volare nelle tante aree ecologiche ed oasi naturali. Questa è la vera informazione: vederli liberi nel loro habitat, in quello che è il loro contesto di vita
lunedì 15 gennaio 2018 - Ore 16:22
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di Paolo Paoletti

Continuano le polemiche dopo la manifestazione ‘Animali Fantastici dove trovarli’ svoltasi in Piazza del Popolo a Fermo con l’esposizione di falconeria che ha letteralmente spaccato l’opinione pubblica a metà. Da una parte la Lipu che attacca chiedendo di fermare iniziative simili (leggi l’articolo) dall’altra la lettera inviata da un naturalista fermano che invece difende l’iniziativa (leggi l’articolo) evidenziando il suo scopo educativo.  Fatto sta che l’appuntamento per bambini e non solo, che con il tema di Harry Potter ha in comune la presenza di specie ricollegabili alla storia del maghetto, ha creato un vero e proprio polverone a chiusura di quella che è stata una programmazione natalizia filata liscia. 

A farsi sentire è anche il Movimento Animalista del Fermano guidato da Luciano Romanella. Caso ha voluto che proprio oggi sia stato fissato l’incontro in Comune con il sindaco Calcinaro(leggi l’articolo). Romanella che spiega: “Ci accodiamo in maniera totale alle dichiarazioni della Lipu  per una semplice ragione, gli uccelli sono sempre stati e devono continuare ad essere il simbolo della libertà. I bambini, per imparare a rispettarli, devono vederli volare nel loro habitat naturale e non esposti sopra dei ceppi di legno con delle funi alle zampe a mo di clown”.

Romanella che non ha dubbi: “Invece di tenerli in mostra in una piazza affollata, cosa che trovo diseducativa per i bambini, è bene che le scuole e le famiglie si organizzino e vadano a vederli volare nelle tante aree ecologiche ed oasi naturali. Questa è la vera informazione: vederli liberi nel loro habitat, in quello che è il loro contesto di vita

Movimento Animalista del Fermano che conclude: “E’ stata una mancanza di stile ma siamo convinti che  l’amministrazione non ripeterà più questi errori”.

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6 commenti

  1. 1
    Marco Ceccarelli il 15 gennaio 2018 alle 19:23

    Nel 2010 le Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO), Comitato intergovernativo per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, ha riconosciuto la falconeria, un metodo di caccia tradizionale, come patrimonio culturale immateriale dell’umanità.
    L’UNESCO riconosce che: La falconeria è una delle più antiche relazioni tra uomo e uccello, risalenti a più di 4000 anni fa.
    Dalle sue origini antiche in Medio Oriente ad oggi, la falconeria è praticata in tutti i continenti e ha dato al mondo intero così tanto. Ci sono più di mille parole derivanti dalla falconeria nel linguaggio comune. Per esempio: anche ‘signore’ un termine universale, deriva dal volgare di falconeria che implica un uomo capace di far volare un falco pellegrino femmina, il ‘falco gentile ‘.
    Un illustre falconiere, Federico II ha dato al mondo il primo libro scientifico sulla natura, il De arte Venandi cum Avibus ; nei secoli alcune guerre sono state evitate o fermate da doni diplomatici di falchi.
    La falconeria è considerata un’attività a basso impatto: i falconieri hanno capito che i loro falchi e le prede devono essere conservate e hanno praticato un “uso sostenibile” per secoli. Ma la falconeria, oltre ad una forma di prelievo venatorio ha anche una importante funzione di sicurezza per i cittadini, dal momento che molti aeroporti in tutto il mondo sono protetti da falconieri che con i propri falchi tengono lontani gli stormi di uccelli che potrebbero causare con il loro impatto con gli aerei incidenti anche gravi.
    Fondamentale poi il ruolo dei falconieri per il recupero in tutto il mondo del falco pellegrino (in Inghilterra sono i maggiori responsabili della salvezza della specie) in pericolo e il loro coinvolgimento in molti progetti di conservazione.
    Conosco bene l’associazione “le Ali della terra” li ritengo degni erede di una così nobile discendenza.

  2. 2
    Erminio Fortuna il 15 gennaio 2018 alle 19:09

    Nooo Romanella che parla di rapaci ci mancava……..

  3. 3
    Vito Vecchiarelli il 15 gennaio 2018 alle 19:39

    Gli animali liberi nel loro habitat naturale…..siii certo mi sembra giusto!!!…..tutti, anche i tanti amati amici a quattro zampe e non rilegati a vivere in appartamenti, balconi, in braccio ai loro proprietari, oppure a guinzaglio, soffocati da un cappottino che non hanno chiesto, non liberi di trovarsi la loro erbetta preferita per curarsi….ecc, ecc.

  4. 4
    Alessandro Vecchi il 15 gennaio 2018 alle 22:06

    Un po’ di vetrina ci vuole…!
    Chi li conosce questi animalisti?! Ma soprattutto che fanno….?!

  5. 5
    Fabrizio Fuselli il 16 gennaio 2018 alle 5:35

    ESSUMBO’ Romanella Lu cacci da la porta rebbocca da la finestra ESSUMBO’ Natra ota

  6. 6
    Alex Barigelli il 16 gennaio 2018 alle 21:27

    A seguito di quanto pubblicato sul quotidiano online “Cronache fermane” vorrei rettificare e descrivere nel dettaglio cose non esatte riportate nell’articolo contro la falconeria. Durante l’evento svoltosi a Fermo i rapaci non erano né legati a catene né tanto meno imbavagliati; si tratta di rapaci abituati all’uomo, nati in cattività da generazioni, addestrati al volo libero e trattati nel pieno rispetto della loro natura. A riprova di ciò, i presenti hanno potuto assistere ad una dimostrazione di volo libero dove gli animali hanno volato in totale libertá senza alcuna costrizione.
    Nella quotidianità tutti i rapaci vengono controllati e fatti volare, consentendo loro di avere così tutto il necessario per il loro benessere fisico e mentale. Gli stessi sono inoltre tutti regolarmente detenuti e provvisti di documentazione C.I.T.E.S. prevista dalla legge.
    Realtà come le associazioni di falconeria italiana sono importanti per divulgare quest’arte riconosciuta patrimonio immateriale dell’umanità dall’UNESCO, oltre che per sensibilizzare le persone nei confronti del mondo dei rapaci che altrimenti rimarrebbe sconosciuto ai piu. E’ importante inoltre ricordare che i falconieri sono state figure fondamentali ed indispensabili nei più grandi progetti di recupero dei rapaci selvatici (ad esempio “the peregrine fund” – “vulture conservation foundation” ec…).
    I progetti di recupero svolti dalle suddette organizzazioni hanno avuto successo grazie a persone che si rapportano quotidianamente ed in prima persona con i rapaci, utilizzando le tecniche di falconeria e che di conseguenza conoscono approfonditamente questo mondo.
    Pertanto, prima di poter attaccare tale arte, ritengo sia fondamentale conoscerla a fondo.

    Alex Barigelli
    Alessandro Ceccarelli
    Presidente e Vicepresidente dell’Associazione Culturale di falconeria “Le Ali della Terra”

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