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Gino Bartali raccontato dalla nipote Gioia: l’omaggio ad un eroe che salvò centinaia di ebrei

SERVIGLIANO - L'iniziativa si terrà il 20 gennaio e sarà seguita da altri appuntamenti organizzati dall’associazione Casa della Memoria in collaborazione con la Prefettura, la Provincia di Fermo, il Conservatorio Pergolesi di Fermo e il Comune
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Sono quattro gli eventi per la Giornata della Memoria in programma a Servigliano, che si svolgeranno tra il 20 e il 31 gennaio. Un programma importante, quello organizzato dall’associazione Casa della Memoria in collaborazione con la Prefettura, la Provincia di Fermo, il Conservatorio Pergolesi di Fermo e il Comune.

Si comincia sabato 20 gennaio, alle ore 8.30 del mattino (incontro riservato alla scuola media), con una testimonianza d’eccezione: Gino Bartali raccontato dalla nipote Gioia Bartali. Celebrata la figura di Bartali, il Giusto tra le Nazioni: il suo nome figura nel Giardino dei Giusti di Yad Vashem per aver salvato centinaia di ebrei. La mattinata si aprirà con filmati d’epoca che ricorderanno le storiche vittorie (Tour de France e Giri d’Italia), il riconoscimento di Giusto tra le Nazioni e la cerimonia di inaugurazione del Giro d’Italia del 2018 che partirà da Gerusalemme proprio in onore di Bartali.

Gino Bartali (nato a Ponte a Ema il 18 luglio 1914; morto a Firenze il 5 maggio 2000) è stato un ciclista su strada tra i più grandi della storia. Professionista dal 1934 al 1954, vinse tre Giri d’Italia (1936, 1937, 1946) e due Tour de France (1938, 1948), oltre a numerose altre corse tra gli anni Trenta e Cinquanta. La carriera di Bartali, più vecchio di Fausto Coppi di cinque anni, fu notevolmente condizionata dalla seconda guerra mondiale, sopraggiunta proprio nei suoi anni migliori. Soprannominato Ginettaccio, fu grande avversario di Coppi. Leggendaria la loro rivalità, che divise l’Italia. Negli anni della guerra, Bartali trasportò per diversi mesi da Assisi a Firenze, all’interno della canna della sua bicicletta, centinaia di documenti falsi per aiutare gli ebrei ad avere una nuova identità. Uno stratagemma, messo in atto a rischio della propria vita, che permise di salvare centinaia di ebrei dalla deportazione nei lager e dalla morte certa. La sua straordinaria storia di Giusto è emersa solo dopo la sua morte, grazie al figlio Andrea (deceduto pochi mesi fa). Gioia Bartali parlerà agli studenti toccando anche aspetti inediti di una persona straordinaria: dagli occhi speciali da nipote, Gioia racconterà di un uomo affettuoso che viveva per gli altri. E poi ricorderà la vicenda storica grazie alla quale Bartali salvò centinaia di vite.

Questi gli altri eventi serviglianesi della Giornata della Memoria (tutti ad ingresso libero e dedicati principalmente alle scolaresche del Fermano): concerto “Voci della Memoria” (23 gennaio, ore 21); consegno “Servigliano 1943-Servigliano 2018” con Paolo Giunta La Spada e Giuseppe Millozzi (27 gennaio, ore 9.30); convegno “Servigliano-Fossoli: verso Auschwitz” con Costantino Di Sante e Marzia Luppi (31 gennaio ore 9.30).

 

Gioia Bartali con i nonni Gino Bartali e Adriana (foto del 1995)

Gioia Bartali con il papà Andrea (deceduto pochi mesi fa) mostra la storica fascia del Tour del 1948

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