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Prevenire il rischio idrogeologico
con piano gestione criticità
per il fiume Aso

MONTALTO DELLE MARCHE – Primo incontro del Tavolo Blu. Corrado: “serve obiettivo e strategia condivisa”. Martedì si parla di Accordo Agroambientale d’Area
sabato 3 Feb 2018 - Ore 13:18
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di Alessandro Giacopetti

Si è svolto ieri al teatro comunale di Montalto l’incontro inserito nel percorso che porterà al Contratto di Fiume in Valle dell’Aso. A riunirsi è stato il cosiddetto Tavolo Blu, quello che analizza le problematiche del dissesto idrogeologico e la sua prevenzione. Ad introdurre la serata è stata Giuliana Porrà, vicesindaco di Altidona, che ne è Comune capofila: “Questo è il primo incontro di una serie che sarà itinerante. Ci saranno anche incontri relativi agli altri due tavoli, Verde e Arancio. Obiettivo: avere una strategia condivisa sul contrasto e prevenzione del dissesto idrogeologico. Un attore fondamentale in questo è il Consorzio di Bonifica”.

L’architetto Rocco Corrado del GAL Fermano: “entro la primavera vogliamo stilare una lista delle cose prioritarie che realisticamente siamo in grado di fare, partendo dalla diagnosi condivisa delle problematiche che emergerà nelle riunioni dei tre tavoli”. Durante la serata sono stati presentati i risultati ottenuti dal gruppo di geologi che ha iniziato a lavorare e raccogliere informazioni per fare un censimento delle criticità. “Ciò – ha anticipato Rocco Corrado – sarà poi condiviso con l’ente Provincia e sottoposto alla Regione Marche. Ai risultati possono aggiungersi idee e punti di vista dei Comuni e delle associazioni agricole”.

Alessio Acciarri è uno dei geologi professionisti che hanno prestato volontariamente il loro lavoro al Tavolo Blu per arrivare ad un piano di gestione condiviso. Il gruppo è composto anche da Giuseppe Capponi, Alberto Conti, Daniele Mercuri, Cristian Mostardi e Stefania Scendoni, oltre all’agronomo Mario Piersantelli. E’ Daniele Mercuri a spiegare che “il piano di gestione dell’Aso si estende da Altidona a Comunanza. Contiene interventi ordinari e straordinari da attuare nel corso di un fiume inteso come un ecosistema con un proprio equilibrio, che può essere compromesso da interventi puntuali o fatti a spot, se privi di una visione generale. Dobbiamo valutare tutto il suo corso, in quanto trasporta sedimenti e materiali dalla fonte alla foce, dalla montagna alla costa. Gli interventi devono rispettarne l’ecosistema, che purtroppo è stato fortemente compromesso negli ultimi anni dagli interventi dell’uomo”.

L’Aso è stato, quindi, suddiviso in unità (cioè tratti) omogenee per dinamica fluviale con particolare attenzione al punto di congiunzione con l’affluente indaco e a quello dove è il ponte crollato di Rubbianello. Altro aspetto preso in considerazione è la manutenzione delle opere idrauliche, gli attraversamenti quali ponti e condutture e la manutenzione di alveo e sponde.
3 i tipi di interventi riscontrati: la collocazione di una scogliera rinverdita, per proteggere le sponde vicine alle aree urbanizzate, cioè grossi massi che rinforzano la sponda per contrastare l’erosione portata dall’acqua; la copertura con reti e astoni che uniscono blocchi di cemento e specie arboree le cui radici tengono il terreno. Queste ultime servono anche per le zone esposte a grandi onde di piena.
Importante individuare aree non antropizzate dove far defluire l’acqua per l’espansione naturale dell’Aso in caso di piena. Il Contratto di Fiume prevede anche la funzione unificata di Protezione Civile a scala di bacino idrografico, per creare squadre da inviare in punti critici del fiume per monitorarlo o intervenire in caso di criticità.

Presenti al teatro comunale di Montalto anche alcuni coltivatori della media Valdaso che negli anni scorsi hanno avuto il proprio terreno eroso. Oltre ad aver criticato alcuni interventi fatti nell’alveo dell’Aso, che dal loro punto di vista hanno peggiorato la situazione, hanno lamentato il rimpallo di competenze tra Consorzio di Bonifica e Genio Civile della Regione Marche su chi deve effettuare i lavori di messa in sicurezza.

Presenti alla serata anche Antonella Nonnis che si occupa del Tavolo Arancione, Francesca Pulcini, presidente di Legambiente Marche e sindaci di Comuni tra cui Altidona, Carassai, Petritoli, oltra la vice di Campofilone, e consiglieri.

Il Contratto di Fiume è strettamente legato all’Accordo Agroambientale d’Area, visto che la cabina di regia è costituita dagli stessi soggetti. Sarà la sala Lussu a Marina di Altidona a ospitare l’incontro incentrato sulla partecipazione attiva all’Accordo, martedì 6 febbraio alle 18. Dopo l’introduzione del vicesindaco Giuliana Porrà e di Rocco Corrado del GAL Fermano, verranno presentati i facilitatori, l’agronomo Nicola Lucci e l’architetto Cinzia Guarnieri, per arrivare poi all’individuazione di tematiche e all’analisi dei fabbisogni per poi concludere con la descrizione di progetti pilota.


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