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Putzu e Fratelli d’Italia a Porto Sant’Elpidio
“Con noi la voce del territorio in Parlamento”

PORTO SANT'ELPIDIO - Il padrone di casa Andrea Putzu rimarca le troppe promesse di questa campagna elettorale: "La nostra leader Giorgia Meloni ha invece scelto la linea della chiarezza, non delle sparate. Tutela del Made in Italy prima di tutto "
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di P.Pier

“Sicurezza, famiglia, lavoro: vinciamo noi”. Vertici regionali di Fratelli d’Italia a Porto Sant’Elpidio, stamattina, per presentare la candidatura di Andrea Putzu alla Camera alle elezioni del 4 marzo. Tante le presenze al caffè Aragno per il partito di Giorgia Meloni, che rivendica l’appartenenza territoriale dei propri candidati. “Con la nostra gente, per la nostra terra” lo slogan scelto nella zona per la campagna elettorale. Fanno gli onori di casa il consigliere comunale Andrea Balestrieri e il coordinatore provinciale Giorgio Marcotulli: “fieri di avere Francesco Acquaroli come capolista alla Camera, orgogliosi che in lista ci sia Andrea Putzu. Si è sempre speso per il partito, ci ha aiutati a crescere, ora aiuteremo lui”.

Inizia la consigliera regionale Elena Leonardi che sottolinea “la mancanza in passato di rappresentanti autorevoli a Roma. In Regione mi sto battendo su una sanità che sta facendo decadere il diritto alla salute, spesos a vantaggio di progetti privati. Le Marche devono uscire dall’isolamento infrastrutturale”. Tocca al sindaco di Potenza Picena e capolista alla Camera Francesco Acquaroli, che ricorda l’amicizia di lunga data con Putzu. “Cinque anni fa Fratelli d’Italia è nata con la volontà di ricostruire il centrodestra nei territori. A livello sanitario il nostro territorio rischia un’espoliazione di servizi col depotenziamento dell’ospedale di Civitanova. A livello viario paghiamo un grave ritardo, non può esserci futuro senza programmazione del territorio”. Non manca un riferimento sul tragico omicidio di Pollenza: “Qualcuno ha fatto autocritica sulle politiche migratorie? Non possiamo continuare con un’accoglienza incontrollata che porta gli esseri umani ad essere trattati da bestie”. Infine l’appello ad “un’Italia unita su obiettivi essenziali come sicurezza, famiglia, lavoro”.

Il padrone di casa Andrea Putzu rimarca le troppe promesse di questa campagna elettorale: “La nostra leader Giorgia Meloni ha invece scelto la linea della chiarezza, non delle sparate. Tutela del Made in Italy prima di tutto. Siamo gli unici ad aver proposto di rilanciare un piano della natalità. Ho la fortuna di essere padre, un’esperienza che ti trasforma il mondo. Giusto dare 400 euro ad ogni bambino fino a 6 anni di età”. Putzu ricorda l’impegno per l’abolizione di un limite per l’uso di denaro contante, poi attacca il concittadino Paolo Petrini: “Gli faccio due domande: dopo 5 anni in Parlamento cosa hai fatto per la tua città? E cosa hai fatto per quel settore calzaturiero che ben conosci? Tanti imprenditori gli hanno dato fiducia, ma ora sono delusi. Il nostro è il voto più utile. Con noi niente paracadutati, ma si è valorizzata la classe dirigente del territorio”.

Il capolista al Senato Carlo Ciccioli è sicuro: “Qui la temperatura del consenso è alta, una febbre buona che distrugge l’infezione. Il centrodestra è dato da tutti i sondaggi tra 37 e 39%. Abbiamo in mano il pallino della prossima legislatura. Se noi sfioriamo il 40% governiamo l’Italia. Le Marche si sono sempre affidate al Pd e ora vedono la prospettiva dei 5 stelle: è un errore tragico, perchè rischiamo di restare emarginati dal prossimo governo”. Le priorità secondo il leader marchigiano di Fdi sono “un piano infrastrutturale, il sostegno alla piccola impresa e al Made in Italy, sostegno all’export, un cambio radicale di politiche migratorie”. Non manca un attacco frontale verso don Vinicio Albanesi, sulla questione delle politiche migratorie: “Albanesi è uno dei responsabili di questo sistema, è la radice del male – tuona Ciccioli – La sua ideologia magari ha buone intenzioni, ma finisce per fare del male agli italiani. Serve uno strappo totale”.

L’ultima parola è per Laura Schiavo, candidata all’uninominale ad Ancona. “La sua è una candidatura simbolo, è la moglie di un imprenditore perseguitato dalle banche per 44.000 euro, che poi si è tolto la vita”. La consideriamo una nostra bandiera. per 44.000 euro. La moglie è la nostra bandiera. “Le nostre difficoltà iniziarono ad ottobre 2013 – ricorda la donna – non riuscivamo più a pagare mutuo e prestito che versavamo regolarmente da 11 anni, abbiamo chiesto di dilazionare i pagamenti, ma nessuno ci ha ascoltato. La banca non ci ha dato alcuna disponibilità ed ha passato la pratica all’agenzia di recupero crediti, che ci martellava di chiamate ogni giorno.A mio marito, come padre di famiglia, è stata tolta la dignità. Si è sentito un fallito nei nostri confronti, ha avuto un tracollo, negli ultimi mesi si è allontanato dalla sua famiglia, era irriconoscibile, ed a giugno del 2014 si è impiccato. Io sono una persona normale, non sono abituata a promettere, ma posso assicurare che mi impegnerò al massimo”.


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