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ANMIL, meno infortuni sul lavoro, ma serve maggiore tutela delle fasce deboli

FERMO - In un quadro che vede scendere il numero di infortuni sul lavoro negli ultimi anni, serve una costante informazione e prevenzione nei luoghi di lavoro equiparazione salariale tra i generi
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di Alessandro Giacopetti

Ogni anno, l’ANMIL organizza a Fermo una conferenza stampa per portare dati degli infortuni sul lavoro e della malattie ad esso collegate. Quest’anno l’appuntamento si è collegamento all’8 marzo, data della Giornata Internazionale della Donna. Un punto è chiaro. Sia Comune di Fermo che Asur Area Vasta 4 collaborano con l’associazione ANMIL.

“L’ultima sinergia tra Comune di Fermo e ANMIL è relativa alla convenzione con la farmacia comunale che permette di ottenere sconti. Importante la formazione per evitare gli incidenti in ambito lavorativo”, ha esordito Mirco Giampieri, assessore ai Servizi Sociali, mentre la Dottoressa Maria Antonietta Sollini, del dipartimento Sicurezza dell’Asur Area Vasta 4 a Fermo ha ricordato che “noi ci occupiamo di tutelare la salute dei lavoratori. Le donne sono meno informate rispetto agli uomini e sono più occupate in lavori precari, a volte addirittura segregate in certi settori manifatturieri dove svolgono mansioni inferiori rispetto agli uomini con meno salario. Noi facciamo controllo, informazione e assistenza e agiamo seppur con risorse che calano ogni anno”, ha concluso la Dottoressa Sollini.

All’interno della conferenza stampa coordinata da Marcello Luciani, iscritto all’ANMIL, il compito di fornire numeri è stato affidato a Claudio Esposito, direttore INAIL Fermo: “nel quinquennio 2013-2017 gli infortuni sono tendenzialmente in calo ma nel 2017 rispetto all’anno precedente sono aumentati del 2%, passando da 1546 a 1575. 997 le denunce accolte di cui 633 sono di uomini; un solo infortunio mortale nel 2017, 2 nel 2016. In crescita le malattie professionali, da 713 nel 2016 a 798 nel 2017 (+11,92%) ma – ha spiegato Claudio Esposito – il dato può essere letto in modo positivo perché significa che emergono patologie relative al lavoro che prima restavano sommerse. La Medicina Legale, infatti, fa passi avanti che permettono di riconoscere le cause di patologie legate a situazioni lavorative”.

Nel corso della mattinata è emerso che l’infortunio femminile può concretizzarsi in due casi: quando investe direttamente la lavoratrice, costringendola a ripensare il suo ruolo in campo familiare e lavorativo; oppure quando l’infortunio la coinvolge indirettamente, in quanto vedova o compagna di un invalido. A lei il compito maggiore di affrontare situazioni di disabilità di chi ha subito un infortunio. Nelle marche vengono organizzate sessioni di supporto psicologico destinato a familiari e sedute per rielaborare situazioni di trauma nell’ottica di un superamento. Esiste inoltre il Progetto Star Bene Insieme destinato a creare gruppi di autoaiuto condividendo la propria esperienza con altri.

Pina Maria Biele, viceprefetto di Fermo ha parlato dell’importanza che dal 2008 ha il Decreto Legislativo numero 81, Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro che garantisce ’uniformità della tutela delle lavoratrici e dei lavoratori sul territorio nazionale attraverso il rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, anche con riguardo alle differenze di genere, di età e alla condizione delle lavoratrici e dei lavoratori immigrati.
Secondo Moira Canigola, presidente della Provincia di Fermo “il lavoro è un aspetto concreto della vita della donna. Vita complessa e con molteplici sfaccettature in quanto la donna è impegnata anche nel lavoro domestico e nella cura della famiglia. E’ vulnerabile anche nel momento dello spostamento da casa al lavoro e viceversa, oltre ad essere un soggetto particolarmente esposto agli infortuni. Nel momento in cui – ha ricordato ancora la presidente della Provincia di Fermo – è vittima di infortunio, le sue difficoltà vengono trasmesse anche al resto della famiglia”. La conferenza stampa organizzata dall’ANMIL Fermo in occasione della Giornata Internazionale della Donna, in programma l’8 marzo ha visto anche gli interventi delle 4 componenti del neo costituito Gruppo Donne ANMIL Fermo che hanno raccontato storie di convivenza con l’infortunio e la successiva disabilità e di assistenza a compagni vittime di incidenti sul lavoro.


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