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Fermana – Padova 1-1:
un ”Bruno Recchioni”
gremito da animi decisamente…. caldi

SERIE C - La giornata di sole ha acceso le tifoserie contrapposte non solo in curva: battibecchi anche in tribuna centrale e nervosismo a bordo campo per un Bisoli troppo invadente. Prima dell’inizio la memoria è volata ad Elvio Matè
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Tribuna laterale del Bruno Recchioni

FERMO – Una domenica pomeriggio dominata dai colori contrapposti che spiccavano ai bordi ai lati opposti del campo. I tifosi biancoscudati, che hanno riempito il settore ospiti, hanno di certo gradito il sole che li ha costretti a sfilarsi le magliette e rimanere a torso nudo: forse non abituati ai 25 gradi, loro che hanno sottolineato di venire dal nord, salutando i dirimpettai con epiteti non del tutto cordiali. Ma nel calcio, si sa, gli sfottò ci stanno.

Lo striscione della Curva Duomo per Mattia Del Rosso

La Curva Duomo risponde con cori e tamburi, ed al trentesimo del primo tempo espone uno striscione di bentornato al diffidato Mattia Del Rosso a cui martedì scadrà la Dapso e potrà, dopo 4 anni di assenza, seguire i suoi amati canarini in trasferta a Renate domenica prossima.

Settore ospiti con la tifoseria del Padova

Prima del fischio di inizio c’è stato il ricordo di Elvio Matè: doverosa a centro campo una breve cerimonia in memoria del fermano, classe 1921, mediano canarino in serie C a fine anni ’30, che poi ha scalato le categorie giungendo alla massima serie proprio con il Padova guidata da Nereo Rocco.

I giocatori in campo con delle bambine tenute per mano

Dopodiché vi è stata l’entrata delle due squadre accompagnate per mano da piccole bambine, a rinforzare il messaggio per cui “il calcio è contro la violenza sulle donne”, già anticipato dalla serie A nelle partite di ieri, dove i giocatori sono entrati in campo con un segno rosso sul viso.

Il momento commemorativo dedicato ad Elvio Matè

Chiuse le parentesi commemorative e solidali, si è aperto il vero e proprio match: quello che ha visto scontrarsi in campo i gialloblù contro i biancoscudati, mentre al suo bordo due animose panchine, spesso provocate dal mister dei veneti: Pierpaolo Bisoli infatti, per tutti 90 minuti più recupero non si è trattenuto affatto ed ha continuato a sbraitare spesso entrando in campo ed infastidendo i suoi stessi atleti e attirando i richiami arbitrali a mantenere compostezza  anche nel linguaggio (decisamente colorito). L’espulsione di Petrucci ha poi di sicuro infuocato la panchina canarina.

Anche in tribuna centrale non sono mancati attacchi verbali da parte di una rappresentativa padovana, ma a quanto pare, gli animi si sono acquietati senza alcuna conseguenza.

Silvia Remoli


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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