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Contrasto a dipendenza
da gioco d’azzardo:
progetto dell’Area Vasta 4

FERMO - Il dato nel Fermano è del 3x1000, leggermente superiore alla media nazionale. Martedì 22 maggio incontro pubblico di presentazione
martedì 15 maggio 2018 - Ore 15:28
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di Alessandro Giacopetti

Presentare il programma per contrasto, prevenzione e riduzione del rischio da gioco d’azzardo patologico (GAP) e della dipendenza da nuove tecnologie e social network. E’ l’obiettivo dell’incontro organizzato dall’Area Vasta 4 martedì 22 maggio alle 16 nella sala consiliare della Camera di Commercio a Fermo.

La legge regionale 7 febbraio 2017 n.3, “Norme per la prevenzione e il trattamento del gioco d’azzardo patologico e della dipendenza da nuove tecnologie e social network”, ha previsto, tra le altre cose, la programmazione di un piano regionale integrato per il contrasto, la prevenzione e la riduzione del rischio da GAP e la sua successiva realizzazione in ciascuna delle Aree Vaste ASUR da parte dei Dipartimenti integrati per le Dipendenze Patologiche (DDP). In data 15 dicembre 2017 il Dipartimento per le Dipendenze Patologiche di questa Area Vasta 4 ha deliberato un proprio Programma , approvato dalla Giunta Regionale, il quale prevede una molteplicità di azioni che interesseranno e coinvolgeranno, a vario titolo, l’intera rete dei portatori di interesse e che potranno avere una maggiore significatività ed efficacia se oggetto di adesione e di attiva collaborazione anche da parte dei destinatari stessi.

La presentazione alla stampa si è svolta oggi. A rappresentare l’Area Vasta 4 è stato Licio Livini che ha definito “il gioco d’azzardo un allarme rosso, visti i numeri preoccupanti a livello nazionale che denotano un aumento del numero di giocatori e del giro di denaro. I giocatori sono soggetti che patiscono una dipendenza, tanto forte da trascurare la vita quotidiana. Un fenomeno – ha aggiunto Licio Livini – che aumenta se si è inseriti in situazioni di crisi economica che i soggetti sperano di migliorare con una eventuale vincita al gioco. E’ un problema di salute pubblica che coinvolge il soggetto, la famiglia, la comunità e le istituzioni in quanto tutti collegati in una rete. Occorre pertanto dare una risposta di rete per prevenire il fenomeno. Nel 2017 l’Area Vasta 4 ha fatto partire un progetto finanziato dalla Regione Marche da sviluppare nel 2018 per arginare e prevenire il fenomeno della dipendenza”.

La Dott.ssa Sacchini, direttore del dipartimento di dipendenze patologiche ha parlato di “una patologia complessa che ha cause dipendenti da più fattori e deve essere approcciata con competenze diverse. I numeri nel Fermano sono percentualmente più alti rispetto al dato nazionale: 3 x 1000 rispetto al 2 x 1000. Da una parte c’è il giocatore, che in molti casi non è cosciente di essere dipendente, dall’altro c’è la famiglia che avverte i danni della perdita di denaro. Sono coinvolti sia giovani che pensionati”.

La Dott.ssa Mori del servizio dipendenze ha posto l’attenzione sulla prevenzione: “il 50% delle risorse economiche sono dirette alla prevenzione. E’ importante avere un approccio diretto alla comunità in generale nella quale è inserito il soggetto dipendente: scuola, famiglia, enti. Il messaggio va veicolato sia da esperti che dagli insegnanti, formati da corsi specifici. I programmi che portiamo nelle scuole per la prevenzione della dipendenza da gioco patologico, sono mutuati da quelli per la prevenzione dalla dipendenza da sostanze stupefacenti. Vogliamo correggere ad esempio, le cognizioni erronee sulle probabilità di vincita, molto inferiori a quanto si creda. Altro fattore – secondo la Dott.ssa Mori – è la prossimità delle occasioni di gioco, quindi sia la presenza di locali con macchinette da gioco che la diffusione delle nuove tecnologie. Oggi si può giocare anche online, basta uno smartphone collegato ad internet”.

Alessandro Ranieri, coordinatore dell’Ambito Sociale XIX: “l’appuntamento di martedì 22 maggio è importante perché condivideremo con il pubblico il progetto e capiremo quali strategie possono essere svolte. Vogliamo avere una programmazione chiara. Due target d’intervento: anziani, da coinvolgere in incontri formativi e di sensibilizzazione nei centri sociali per anziani; studenti, con informazioni dirette ai giovani e alle famiglie, anche a livello di politiche giovanili. La terza azione mira alla consulenza alle famiglie colpite dal punto di vista economico che comprenda sia la figura di un legale che di uno psicologo che di un consulente commerciale/economico”.

Gli intervenuti si sono dimostrati concordi nel definire positiva la legislazione regionale che ha regolamentato la distribuzione dei locali sul territorio, stabilendo ad esempio le distanze da punti sensibili come le scuole.


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