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Si attende il nulla osta
per le esequie
di Silvana Marchionni

PORTO SANT'ELPIDIO - Il legale di Giuseppe Valentini, Carlo Brugnoli: "Il mio assistito è molto provato dalla tragedia, è stato un momento di blackout di cui non si fa una ragione. Viste le sue condizioni, si è deciso di assegnargli un supporto psicologico"
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La vittima, Silvana Marchionni

di Pierpaolo Pierleoni

Serviranno ancora alcuni giorni per la riconsegna ai familiari della salma di Silvana Marchionni, la 75enne uccisa da tre colpi di fucile sparati dall’ex marito Giuseppe Valentini nel primo pomeriggio di lunedì in via Pian di Torre, a Porto Sant’Elpidio (leggi l’articolo). Il corpo della donna è ancora all’obitorio dell’ospedale di Fermo, a disposizione del magistrato, che ad oggi non ha concesso il nulla osta alle esequie dell’anziana. A questo punto si arriverà verosimilmente all’inizio della prossima settimana per disporre un’ispezione cadaverica o un esame autoptico, o in alternativa alla restituzione per procedere con la sepoltura. La dinamica dell’accaduto, d’altra parte, non lascia adito a dubbi di alcun genere, dato che l’ex coniuge della signora ha da subito ammesso le proprie responsabilità e riconosciuto di essere stato lui a far fuoco, dopo un litigio con la donna.

 

 

Giuseppe Valentini accompagnato in caserma dai carabinieri

Per Valentini, poche ore dopo il fatto di sangue, si sono aperte le porte del carcere. All’udienza di convalida dell’arresto, mercoledì mattina, il Gip Marcello Caporale ha concesso la detenzione domiciliare, tenendo conto dell’età, delle condizioni fisiche e della mancanza di pericolo di fuga o reiterazione del reato (leggi l’articolo). Il 78enne da subito è parso agli inquirenti in forte stato di shock e ha detto ripetutamente di non spiegarsi come abbia potuto compiere un gesto del genere.

L’avvocato Carlo Brugnoli

L’uomo aveva riaccolto nella sua abitazione la donna, con cui si era separato da ben 30 anni, in considerazione dei suoi problemi di salute. Valentini, visto che il suo appartamento è sotto sequestro, si trova ospite in casa del figlio, adiacente all’abitazione dove si è consumato l’omicidio. “Come ho già detto, il mio assistito è molto provato dalla tragedia, ha da subito ammesso di essere stato lui a sparare, è stato un momento di blackout di cui non si fa una ragione – il commento del legale, Carlo Brugnoli – Viste le sue condizioni, si è deciso di assegnargli un supporto psicologico, per assisterlo in questo periodo delicato”.

 

 

 

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