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Riapertura a rischio
per il liceo classico Annibal Caro:
ipotesi ‘sfratto’ per la Betti

FERMO - Il rischio è quello di un braccio di ferro tra Provincia, che rivendica la competenza sugli istituti superiori e la proprietà dello stabile di Via Marsala, e il Comune di Fermo cui invece spetta la competenza delle medie e che è attualmente 'ospite della provincia'
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di Paolo Paoletti

Tornano a riaccendersi i riflettori sul futuro del Liceo Classico Annibal Caro di Fermo e sull’edificio storico che lo ha ospitato fino ad oggi. Terminati i sopralluoghi disposti dalla Provincia di Fermo, anche dopo il crollo del tetto di un’aula del Montani, l’edificio di Via Leopardi è rimasto chiuso. Non sono trapelate a riguardo molte informazioni. Tra i problemi riscontrati sarebbe infatti sotto osservazione soprattutto una capriata. Una situazione in fase di evoluzione e di valutazione, se non fosse che in questi giorni la presidente della Provincia di Fermo, Moira Canigola, sentiti i tecnici della provincia, ha preso in considerazione l’ipotesi ‘sfratto’ per gli studenti della scuola media fermana Ugo Betti, ospitati nello stabile della Provincia in Via Marsala.

Una scelta che sarebbe obbligata, quella per i vertici provinciali, proprio per far posto agli studenti dell’Annibal Caro che già da settembre potrebbero non far più ritorno in centro storico. Una soluzione che, se da una parte andrebbe a risolvere il problema per le famiglie dei ragazzi del liceo Classico, metterebbe però ‘in mezzo alla strada’ centinaia di studenti della scuola media Betti, rimasta senza sede a seguito delle lesioni subite dall’edificio di San Francesco a seguito del terremoto. Il rischio è quello di un braccio di ferro tra Provincia, che rivendica la competenza sugli istituti superiori e la proprietà dello stabile di Via Marsala, e il Comune di Fermo cui invece spetta la competenza delle medie e che è attualmente ‘ospite della provincia’.

L’alternativa, che sicuramente farebbe storcere il naso agli studenti e alle famiglie dell’Annibal Caro, sarebbe il doppio turno (magari a rotazione durante tutto l’anno) all’interno dell’edificio che ospita il liceo delle scienze umane. Questo significherebbe costringere i ragazzi ad andare a scuola il pomeriggio, anche durante il periodo invernale con i relativi disagi per il trasporto sia da parte dei genitori che degli enti pubblici. Resta il fatto che al momento nella sede di via Leopardi la situazione resta ‘congelata’ e non c’è ancora traccia dell’avvio dei lavori.

E’ dello scorso 21 giugno l’annuncio dello stanziamento di 4 milioni di Euro, d’accordo con la Protezione Civile, per sistemare i tetti degli edifici che ospitano il Liceo Classico Annibal Caro e il Convitto e il Triennio Iti Montani nel Comune di Fermo, l’Istituto Tarantelli a Sant’Elpidio a Mare e il Liceo Artistico a Porto San Giorgio (leggi articolo).

Ancor prima, però, la presidente della provincia aveva avviato l’iter per la progettazione e costruzione del nuovo plesso scolastico per il quale risulta uno stanziamento di oltre 6 milioni di euro (leggi articolo).

Restano solo due mesi per decidere quali saranno le sorti degli studenti del liceo classico.

Saranno sufficienti per renderlo ancora accessibile a settembre? Una soluzione alternativa  sarebbe il censimento degli spazi provinciali o una razionalizzazione di quelli occupati dagli uffici della Provincia di Fermo per dare una adeguata sede agli studenti del prestigioso liceo classico Fermano.

 

 

 


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