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Strade abbandonate:
ridiamo competenze e fondi alle province

FERMO - La manutenzione delle strade è decisamente indietro rispetto ai tempi della natura. Ma chi sono gli organi competenti? Ci sarebbe un assoluto bisogno di ristabilire le competenze delle Province e di dotarle delle risorse necessarie.
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di Nunzia Eleuteri

“L’erba ha ormai rubato lo spazio di una corsia” – inizia così la telefonata di un lettore ricevuta in redazione questa mattina, a cui ha fatto seguito la foto della strada provinciale Madonna Bruna – ogni giorno chi percorre questa strada, per essere precisi in via del Crocifisso a Fermo, rischia di trovare in mezzo alla carreggiata auto che evitano rami ed erbacce lungo le corsie di marcia. E’ una situazione pericolosa ed insostenibile. – protesta il cittadino,  imprenditore fermano – Non si capisce dove siano gli enti preposti e perché, a fine giugno, dobbiamo ritrovarci in questo stato di abbandono.”.

Uno sfogo assolutamente comprensibile che va ad aggiungersi ad altri arrivati nei giorni scorsi. Che la manutenzione delle strade sia indietro rispetto ai tempi della natura è sotto gli occhi di tutti.

Ma chi sono gli organi competenti?

E’ dello scorso anno il decreto della presidenza del consiglio dei ministri che, nell’ottica di ridurre la pluralità di gestori e migliorare l’esercizio dell’intera rete stradale, ha disposto il trasferimento ad Anas di 3.523 Km di strade di alcune regioni tra cui le Marche. Non sembra però rientrare in questo elenco la strada in oggetto in contrada Storno a Fermo secondo il sito ANAS (salvo mancati aggiornamenti). In questo caso, come in altri relativi a continue segnalazioni che arrivano alla redazione, dovrebbe quindi essere la Provincia ad occuparsi del tratto stradale. Ma qui è d’obbligo fare una riflessione politica quanto concreta sulla storia dell’abolizione delle province.

Di quel discutibile referendum e di anni di confronti e pareri cosa è rimasto? Solo la norma Delrio che le ha trasformate in enti di secondo livello, con consiglieri e presidenti non eletti direttamente dal popolo. In sostanza però le Province non hanno mai cessato le attività pur contando su fondi sempre minori.

Ad ottobre scorso il Consiglio d’Europa si è espresso in maniera inequivocabile su questo punto (leggi articolo) spingendo per l’elezione diretta degli organi di governo, un ristabilimento delle competenze alle Province e, di conseguenza, una dotazione delle risorse necessarie.

Ecco, in un Paese che dovrebbe puntare sul turismo e quindi sull’immagine oltre ad una sicurezza stradale da garantire, sarebbe il caso di riprendere questo discorso. I territori hanno bisogno di presidi concreti e non di vivere in uno stato di abbandono. 

 

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