Richiedente asilo accusato di molestie su minori, Salvini: “Revocare lo status di protezione per coloro che si macchiano di reati gravi”

L'INTERVENTO DEL MINISTRO - "Col decreto sicurezza - scrive Salvini -  che sarà pronto a settembre, voglio bloccare l'iter o revocare lo status di protezione per coloro che si macchiano di reati gravi, e inasprire le norme che al momento sono troppo permissive. La pacchia è finita" . Da quanto emerso dalle indagini l'uomo è accusato di detenzione continuata di materiale pedo-pornografico e di violenza sessuale aggravata in danno di minori  tra i 12 e i 14 anni

La recente visita di Matteo Salvini a Fermo

di Paolo Paoletti

“A Fermo, un richiedente asilo pakistano, di 25 anni, è stato arrestato con l’accusa di molestie sessuali su ragazzine minorenni. Basta”. E’ quanto scrive il ministro dell’interno Matteo Salvini sulla sua pagina ufficiale Facebook in merito all’operazione messa campo dai carabinieri di Montegranaro guidati dal maresciallo maggiore Giancarlo Di Risio, e supportati da quelli del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Fermo, comandati dal sottotenente Serafino Dell’Avvocato, che hanno smascherato  un 25 enne richiedente asilo, che si trovava ospite in una struttura di accoglienza a Porto Sant’Elpidio accusato di aver molestato e ricattato 12 minorenni.

“Col decreto sicurezza – scrive Salvini –  che sarà pronto a settembre, voglio bloccare l’iter o revocare lo status di protezione per coloro che si macchiano di reati gravi, e inasprire le norme che al momento sono troppo permissive. La pacchia è finita”.

Intanto dai social è sempre più insistente la richiesta alle autorità affinchè venga svelato nome e cognome del 25enne.  Da quanto emerso dalle indagini l’uomo è accusato di detenzione continuata di materiale pedo-pornografico e di violenza sessuale aggravata in danno di minori  tra i 12 e i 14 anni. L’adescatore, spacciandosi anche lui per minorenne, contattava le ragazzine con profili falsi. Da lì la richiesta di foto. L’articolata attività di indagine avviata lo scorso mese di maggio a seguito della denuncia di una delle vittime e sviluppata anche attraverso un monitoraggio dei social network -ha consentito di raccogliere inconfutabili elementi di colpevolezza nei confronti del ragazzo il quale era solito adescare le adolescenti tramite i più comuni mezzi di comunicazione internet e, dopo averne carpito la fiducia, si faceva inviare foto di queste svestite mediante le quali ricattava le vittime per concretizzare rapporti sessuali.

 

 

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