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Il presidente della Cei a Fermo per inaugurare l’anno accademico dell’Istituto Teologico Marchigiano

FERMO - Teologi in politica: sogno realizzabile? Sarà questo il tema principale della inaugurazione dell'Anno Accademico 2018-2019 dell'Istituto Teologico Marchigiano, sezione di Fermo, alla presenza del Cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della C.E.I.; l'intervista al preside dell'ITM di Fermo, don Tarcisio Chiurchiù
martedì 23 ottobre 2018 - Ore 17:48
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Sarà inaugurato da S.E.R. il Cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della C.E.I ed Arcivescovo Metropolita di Perugia-Città della Pieve, l’Anno Accademico 2018-2019 dell’Istituto Teologico Marchigiano, sezione di Fermo, il 3 novembre 2018 alle 10 presso l’Auditorium S.E. Mons. Gennaro Franceschetti del Seminario Arcivescovile di Fermo. Il Cardinale pronuncerà il suo discorso inaugurale sull’argomento Ricerca teologica per un rinnovato impegno socio-politico dei cattolici. Rivolgendosi ai vescovi riuniti per l’assemblea generale della C.E.I. lo scorso 22 maggio 2018 aveva esortato tutti a riprendere la riflessione sull’impegno attivo dei cattolici, soprattutto davanti a nuovo scenario della politica italiana.

 

Don Tarcisio Chiurchiù, preside dell’Istituto Teologico Marchigiano sezione di Fermo

L’Istituto Teologico, che nella sezione di Fermo è composto da una ottantina di studenti insieme alla Scuola di Formazione Teologica, formata da una quarantina di appassionati dell’approfondimento teologico, intende indirizzarsi non esclusivamente ai candidati al sacerdozio e ha come obiettivo la promozione della riflessione teologica all’interno della Comunità Cristiana – spiega don Tarcisio Chiurchiù, preside della sezione di Fermo dell’Istituto Teologico Marchigiano – Per questo sente sempre più urgente la realizzazione dell’orientamento suggerito nell’incipit della Costituzione Pastorale del Concilio Vaticano II, Gaudium et Spes,: ‘Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla Vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore‘. Per tale ragione una facoltà universitaria che si occupa fondamentalmente di teologia, non può non partire dagli interrogativi dell’uomo contemporaneo. Il rischio che la complessità della situazione attuale in Italia e nel mondo, specialmente politica ed economica, insieme al ridotto numero dei fedeli, chiuda la Chiesa nella comoda gestione dell’esistente, non può essere accettato. Pertanto la Chiesa Italiana , facendo eco alle parole di papa Francesco, non può ridursi ad una comunità preoccupata del suo benessere, nell’intimismo di una conversione spirituale, che non si traduca in impegno politico e sociale. Nessuno rimpiange i tempi del partito cattolico e della croce, utilizzata come puro simbolo di potere. Ma questo non significa disinteresse dalla vita politica e mancanza di coraggio nel proporre il Vangelo di Gesù Cristo. ‘Di che cosa abbiamo timore?‘ aveva domandato il cardinale Bassetti ai vescovi della C.E.I. riuniti nella citata Assemblea Generale.”

Il Presidente della C.E.I ricordava infatti che la politica e l’impegno politico sono benedetti da Dio e dalla Chiesa e chi si occupa di politica deve tornare ad essere prediletto dalla Chiesa stessa:”Tra pochi mesi celebreremo il centenario dell’appello ai Liberi e Forti, lanciato da un gruppo di tenaci democratici, riuniti intorno a don Luigi Sturzo. Fu l’inizio di una storia, quella del cattolicesimo politico italiano, che ha segnato la nostra democrazia e che ci ha dato una galleria di esempi alti di dedizione, di umiltà, di intelligenza. Abbiamo vissuto momenti gloriosi e momenti dolorosi, sperimentato la forza ma anche la debolezza, la meschineria, il tradimento, la diaspora. Vecchi partiti si sono sgretolati, nuovi soggetti sono venuti sulla scena, ma nessuno può negare che nelle migliaia di Comuni italiani ci sono persone che senza alcuna visibilità e senza guadagno reggono le sorti della nostra fragile democrazia. Chi si impegna nell’amministrare la cosa pubblica deve ritornare ad essere un nostro figlio prediletto: dobbiamo mettere tutta la forza che ci resta al servizio di chi fa il bene ed è davvero esperto del mondo della sofferenza, del lavoro, dell’educazione. Quello che ha sempre guidato i cattolici italiani – penso, ad esempio, al beato Giuseppe Toniolo – è stato un grande bisogno di distinguersi e di portare alta la divisa evangelica pure in politica. La storia della Chiesa italiana è stata una storia importante anche per la particolare sensibilità per l’aspetto politico dell’evangelizzazione: nessuna Conferenza episcopale come la nostra possiede un tesoro così ricco di documenti e di testimonianze. Dobbiamo esserne fieri, ma soprattutto è venuto il momento di interrogarci se siamo davvero eredi di quella nobile tradizione o se ci limitiamo soltanto a custodirla, come talvolta si rischia che avvenga perfino per il Vangelo. Dove sono le nostre intelligenze, dove sono le nostre passioni? Perché il dibattito tra noi è così stentato? Di che cosa abbiamo timore? Gli spazi che la dottrina e il magistero papale ci hanno aperti sono enormi – come ribadiva ieri sera il Santo Padre – ma sono spazi vuoti se non li abitiamo. E spazi dottrinali vuoti o pieni di pia retorica non sono sufficienti a contenere le tragedie di questa umanità in mezzo alla quale la misericordia del Signore ci ha posto”.

Sentiamo urgente che la teologia fornisca i mezzi, attraverso la rigorosa ricerca scientifica, sia ai candidati al sacerdozio che ai semplici studenti non candidati, per un proficuo dialogo col nostro tempo – conclude il preside dell’ITM di Fermo, don Tarcisio Chiurchiù – In questa direzione si offrirà agli studenti, durante l’Anno Accademico, anche un seminario di studio per la comprensione del complesso mondo economico e le esperienze alternative (alcune nate anche nel seno del mondo cattolico) per contrastare la dittatura del capitalismo nella costruzione di un mondo più vivibile e giusto. L’Istituto Teologico come faro torni ad essere un piccolo mezzo per orientare i cristiani di questo tempo“.

 


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