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“Una vita da social”: il truck
della polizia arriva a Fermo,
consigli per la sicurezza online

FERMO - Dalla questura di Fermo: "Il truck arriverà domani mattina alle 8,30 in piazza del Popolo. Incontri con gli studenti"
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Ha avuto il via il 20 febbraio scorso la sesta edizione di ‘Una vita da social’ la campagna educativa itinerante della polizia sui temi dei social network e del cyberbullismo. “Un tour itinerante di 47 tappe sul territorio nazionale. Il truck – fanno sapere dalla questura di Fermo – allestito con un’aula didattica multimediale è ripartito a febbraio da Matera e concluderà il suo tour a Roma, toccando le principali città italiane.
Sarà a Fermo in piazza del Popolo domani dalle ore 8,30, quando gli operatori della Polizia Postale ed alti operatori della Questura di Fermo incontreranno studenti, genitori e insegnanti e la cittadinanza interessata ai temi della sicurezza online.

Alla tappa di Fermo, prevista per domani dalle 8,30, in piazza del Popolo, tappa destinata agli studenti di classi degli istituti secondari di secondo grado della città, parteciperà anche personale del Gabinetto interregionale di Polizia Scientifica di Ancona che, congiuntamente a personale del Compartimento della Polizia Postale, illustrerà l’attività di intervento sulla scena del crimine, anche laddove siano presenti strumenti informatici da analizzare. Gli studenti avranno l’opportunità di assistere e intervenire con domande e quesiti in uno scenario da C.S.I. scientifico-informatico.

Il questore di Fermo, Luciano Soricelli

Attraverso il progetto ‘Una vita da Social’, la Polizia di Stato ha incontrato in Italia nel corso delle varie edizioni oltre 1 milione e settecentomila studenti sia nelle piazze che nelle scuole, 180.000 genitori, 100.00 insegnanti per un totale di 15.000 Istituti scolastici, 250 città raggiunte sul territorio e due pagine Twitter e Facebook con 126.000 like e 12 milioni di utenti mensili sui temi della sicurezza online.
Nelle Marche sono stati incontrati prevalentemente genitori e insegnanti ma anche studenti, in progetti articolati ed in incontri organizzati dalle istituzioni a livello locale.
Inoltre, quest’anno gli studenti attraverso il diario di bordo ‘https://www.facebook.com /unavitadasocial’ potranno lanciare il loro messaggio positivo contro il cyberbullismo.
Una ricerca condotta da Skuola.net, Università di Roma ‘Sapienza’ e Università Cattolica di Milano per conto della Polizia di Stato, intervistando 6.671 giovani tra gli 11 e i 25 anni fa emergere che tra i giovani è ormai acclarata la selfie-mania. Il selfie è il comportamento più adottato e diffuso sul web, caposaldo della propria identità per le nuove generazioni. La metà del campione ne scatta almeno 4 prima di pubblicarlo sui social, cosa che avviene con frequenza almeno settimanale in 9 casi su 10.
Il web è letteralmente inondato di immagini che li ritraggono, raccontano molto di sé, della propria identità e magari dei luoghi frequentati, con tutti i rischi del caso.


L’attrazione per il selfie alle volte è tale da spingere i giovani a mettersi  deliberatamente in una situazione di pericolo. Il 35% dichiara di aver provato a farsi un autoscatto in condizioni potenzialmente pericolose, prevalentemente alla guida del motorino o della macchina.
Un selfie viene pubblicato su un qualunque social network prevalentemente una volta a settimana (63%), mentre ciò accade una volta al giorno nel 14% dei casi e più volte al giorno nel 13% dei casi. A conti fatti 1 su 4 ne posta almeno una volta al giorno, mentre 9 su 10 almeno una volta a settimana.

Dalla ricerca emerge ancora che 2 studenti su 3 sono vittima di bullismo, il numero dei minori vittime di reati contro la persona negli ultimi anni è raddoppiato: dai 104 casi registrati nel 2016 si è passati a 177 nel 2017 e 208 casi trattati nel 2018.
Le vittime hanno per lo più un’età compresa tra i 14 e i 17 anni. Ancora oggi i ragazzi si esprimono e sembrano pensare che il web sia un pò ‘una terra di nessuno’, dove si scambiano messaggi e post senza pensarci troppo e le azioni online vengono valutate spesso come un gioco privo di conseguenze. Gli ‘hate speech’ (incitazioni all’odio) rappresentano un fenomeno diffuso tra i giovani e, talvolta, anche tra adulti. Spesso costituiscono veri e propri reati: si possono configurare, infatti, condotte di diffamazione, minaccia, molestia, atti persecutori, addirittura ipotesi di istigazione al suicidio.
Nelle Marche i fenomeni sono molto più ridotti, anche se, in controtendenza rispetto al resto d’Italia, negli ultimi mesi il fenomeno del furto delle identità digitali sui social si sta registrando in aumento, stazionario il dato delle sex estortion dove, peraltro, molte segnalazioni non si traducono in vere e proprie denunce”.

“Una vita da social”: tappa a Fermo per il truck della polizia sulla sicurezza on-line


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