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Festa del Patrono, San Giorgio
guida la città alla riscoperta
di valori e tradizioni

PORTO SAN GIORGIO - Oggi le celebrazioni religiose. Don Mario Lusek: "La città riparta dalla sua bellezza autentica". Il sindaco Nicola Loira: "Mi piacerebbe che tutti i sangiorgesi partecipassero con passione a questo momento che ci unisce fortemente alla città a cui tutti dobbiamo essere legati"
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La tradizione si rinnova con la città che celebra e festeggia il suo santo patrono. Nelle giornate di festeggiamenti di San Giorgio, oggi celebrazioni liturgiche e la consueta processione con la benedizione del mare. La giornata si è aperta questa mattina alle 9,30 con una santa messa seguita, alle 11,30, da una seconda messa, questa volta con le autorità politiche, militari e le associazioni culturali, sportive e di volontariato della città. Infatti nella cattedrale di San Giorgio, alla messa celebrata da don Mario Lusek, insieme ai parroci della città, si sono ritrovate le autorità civili con in testa il sindaco Nicola Loira, quelle militari con i carabinieri guidati dal comandante della stazione sangiorgese, Ruggiero Verroca, il Circomare con in testa il comandante Ciro Petrunelli, e la polizia locale rappresentata dal vicecomandante Fabrizio Ferranti. In chiesa, tra gli stendardi delle varie associazioni cittadine, e anche una ‘paranza sangiorgese’ minuziosamente realizzata da Ugo Furno e custodita gelosamente da Stefano Campussè al Museo del Mare, molti sangiorgesi per omaggiare una tradizione religiosa e ‘marinara’ che rappresenta la spina dorsale, identitaria e culturale, della città.

Don Mario Lusek durante l’omelia

“La festa del Patrono – le parole di don Mario Lusek – è di tutti, anche di chi ha poca familiarità con i santi e con la chiesa, perché fa superare l’assenza di incontri, in un sentire comune che si basa sul radicamento culturale di una comunità. E’ una manifestazione di bellezza. Ricordo che il culto di san Giorgio arriva dal Medio Oriente, oggi teatro di guerre e sangue, un santo che è stato un soldato di Diocleziano, distaccato in Libia, in sacrificio per una donna. Guardate quanti richiami con l’oggi. Scelte di coraggio che servono a consolidare i legami, vivere la prossimità e liberare il mondo, le nostre città, dai draghi che oggi sono i violenti, gli individualisti, i falsi, gli speculatori. San Giorgio, menzionato anche nel Corano, può essere dunque inteso come patrono del Mediterraneo ed è il protettore, come avviene con i grandi santi bizantini, delle comunità locali. E’ un costruttore di comunità valoriali, di relazioni forti, di cultura mediterranea che ha come pilastro il Cristianesimo. Una scintilla di speranza che ci spinge a ripartire dalla bellezza autentica. E Porto San Giorgio, dall’identità sportiva, turistica, ambientale, ha una forte anima strettamente connessa col mare”. Un don Mario che dai bizantini passa a citare lo scrittore Baricco per ricordare le mille sfumature del mare, da quelle più suadenti a quelle più insidiose: “Ma il mare è coraggio, scoperta, approdo sicuro. E questo fa la differenza”.

 

La ‘paranza’ sangiorgese

In prima fila il sindaco Nicola Loira, il volto tirato di chi ha perso in pochi mesi il padre e la madre, volto che malcela commozione e dolore quando lo stesso don Mario ricorda, tra i sangiorgesi scomparsi, proprio Franco e Elvirella Loira, insieme a Franco De Noto. “La festa di San Giorgio è sempre un momento di grande condivisione e partecipazione cittadina. Una festa religiosa in primis ma come ricordato da don Mario nell’omelia – le parole sentite del primo cittadino – è una festa a cui partecipano tutti. Il santo ci richiama a una comune appartenenza alla nostra città. Riscopriamo i nostri valori e la nostra storia. Io sono particolarmente legato a questa ricorrenza e mi piacerebbe che tutti i sangiorgesi partecipassero con passione a questo momento che ci unisce fortemente alla città a cui tutti dobbiamo essere legati”. Una celebrazione liturgica solenne ma composta, sentita e silenziosa, e conclusasi con la comunità a intonare in chiesa l’inno a San Giorgio prima di lasciare spazio, nel pomeriggio, alla processione con tappa solenne sul lungomare centro per la benedizione del mare a cui il primo cittadino non ha partecipato perché, come si diceva, in lutto per la scomparsa della mamma Elvira il 17 aprile scorso (leggi l’articolo). Un lutto che ha colpito il sindaco a distanza di pochi mesi dalla scomparsa, a fine dicembre, del padre, ex sindaco, professore e cultore della storia cittadina, Franco Loira (leggi l’articolo).

g.f.

 

 

 


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