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L’insegnamento di Mario,
ultimo partigiano
combattente del Fermano

FERMO - Biondi (Anpi): “Facciamo in modo che i nostri figli studino la storia e che a loro non debba capitare di scappare dalle scuole"
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di Alessandro Giacopetti (foto Simone Corazza e Alessandro Giacopetti)

Nell’ambito della cerimonia in ricordo del 25 aprile, svolta ieri a Fermo, e all’interno dell’intervento di Samuele Biondi, vicepresidente della locale sezione dell’Associazione Nazionale Partigiani Italiani, un ricordo particolare è andato all’unico socio della sezione fermana che si può fregiare del titolo di “partigiano combattente”. E’ Mario De Benedictis di Porto San Giorgio, classe 1925, ex studente dell’Istituto Tecnico Montani a Fermo.

“Anagraficamente, con il passare del tempo, noi perdiamo persone che l’Anpi ha onorato – ha detto Samuele Biondi – e che con la loro presenza e azione hanno onorato l’Anpi. Recente è la scomparsa del professor Ernesto Buondonno, persona che l’Anpi premiò 3 anni fa alla sala dei Ritratti in una cerimonia come questa. Recente è anche la scomparsa di Franco Balilli, partigiano, che nel 1944 si è unito alle forze alleate nella risalita verso il nord Italia. Era a Bologna il 25 aprile del 1945. Franco era sempre in prima fila nelle manifestazioni organizzate in ricordo di questa data. Aveva un punto di orgoglio particolare – ricorda Samuele Biondi, vicepresidente provinciale Anpi – ascoltare anche coloro che non erano vicini a lui e alla sua esperienza nella Resistenza. Ma quando, da queste persone, gli capitava di ascoltare sentimenti di stima e fiducia per coloro che, seppur con sfaccettature diverse, avevano scelto di dare la propria testimonianza era orgoglioso di aver appartenuto a una generazione. Quella che in un momento di scelte difficili, non ha esitato a prendere la strada giusta”.

Quindi Samuele Biondi è passato a sottolineare la presenza di Mario De Benedictis presso la sala San Filippo Neri, dicendo: “Tra gli iscritti all’Anpi del Fermano, l’unico a potersi fregiare del titolo di ‘partigiano combattente’ è presente qui in sala e non ha perso la voglia di raccontare le sue esperienze. Ad esempio – ha narrato Samuele Biondi – la storia di quando uscì il manifesto della Repubblica Sociale Italiana per la chiamata alle armi, rivolta ai ragazzi del ‘25. Lui è nato a dicembre del 1925. Una mattina era nella sua classe, all’Istituto Montani. Il preside avvertì il professore di turno che era in corso un rastrellamento per prendere coloro che non avevano risposto alla chiamata. Avvertito dal docente, quindi, Mario fuggì dalla classe. Oggi ha un grande rammarico: aver lasciato i libri a scuola e averli persi”. La conclusione che si deve trarre dal racconto secondo Samuele Biondi è chiara: “Facciamo in modo che i nostri figli studino e che a loro non debba capitare di dover scappare dalle scuole, rimpiangendo, dopo 75 anni, di aver lasciato in classe i libri”.

Ieri, con il fazzoletto tricolore dell’Anpi al collo, Mario era tra il pubblico. Avendo problemi di udito, non ha ascoltato le parole che Biondi gli ha rivolto, ma molti dei presenti, al termine della cerimonia, sono andati a salutarlo e a raccontargliele, come lui tante volte ha raccontato le sue storie.


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