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Ciclabile sul lungomare,
ora si muovono i cittadini
Nasce un comitato permanente

PORTO SAN GIORGIO - Nasce un comitato permanente che si propone di mantenere accesi i riflettori sulla realizzazione di una pista ciclabile sul lungomare Gramsci. "Opera prioritaria" la definisce Poalo Intorbida.
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Paolo Intorbida

di Sandro Renzi

Un comitato permanente per sostenere la realizzazione della pista ciclabile sul lungomare Gramsci. Lunedì prossimo alle 21 si riuniranno al bar Milano per la prima volta i componenti di questo sodalizio la cui istituzione è stata promossa da Paolo Intorbida. “L’obiettivo -spiega quest’ultimo- è quello di sensibilizzare l’amministrazione comunale sulla necessità di realizzare questa opera che riteniamo essere una priorità per la città”. Da anni in effetti se ne parla senza però alcun esito. Eppure al progetto, che necessita di fondi, bisognerà mettere mano. Si inserisce infatti in un contesto più ampio, ovvero quello della lunga ciclovia adriatica che attraverserà tutta la regione. “La soluzione iniziale con costi minimi dovrebbe essere quella di istituire un senso unico permanente in attesa di un’opera di riqualificazione globale del lungomare, con un piano per lo studio di una mobilità dolce che permetta una circolazione ciclabile organica” prosegue Intorbida. L’idea di costituire un comitato è nata sui social ed ha subito raccolto le adesioni di tanti cittadini ed amanti delle due ruote. L’appuntamento di lunedì, quindi, sarà l’occasione per fare il punto e cominciare a mettere nero su bianco le proposte da avanzare all’amministrazione Loira.

C’è anche chi sollecita un ricorso a fondi europei. Strada comunque lunga e tortuosa. Nel frattempo una soluzione, seppur temporanea, va trovata per garantire ai ciclisti di muoversi in tranquillità sul lungomare  soprattutto nella stagione estiva. Altra cosa, infatti, è la pista che collega praticamente da nord a sud i quartieri di Porto San Giorgio sul lato ovest della ferrovia. Un primo ma breve tratto della pista sul lungomare sud verrà realizzato in concomitanza con il ponte sul fiume Ete i cui lavori sono prossimi ad iniziare. Ma all’appello mancherebbero altre tre chilometri e mezzo. Da valutare poi come realizzarla. Qualche chalet andrà sicuramente spostato. E solo l’istituzione di un senso unico garantirà di preservare i parcheggi a pagamento. Senso unico che andrà studiato nei dettagli tenendo conto pure delle altezze dei sottopassi ferroviari e dei transiti di furgoni commerciali. Occorrerà insomma ridisegnare parte della viabilità cittadina. Di carne sul fuoco quindi ce n’è tanta e si può scommettere che ciascuno avrà da dire la sua. L’obiettivo è arrivare ad una sintesi.

 


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