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CARABINIERE ACCOLTELLATO
Il brigadiere all’Arma e ai medici:
“Voglio subito tornare al lavoro”

MONTEGRANARO - La coltellata, inferta con una lama di circa 15 centimetri, ha provocato una lacerazione interscapolare con lieve perforazione di un polmone. L'aggressore è stato arrestato e ora dovrà rispondere di tentato omicidio, resistenza, lesioni aggravate e porto abusivo di arma
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Il brigadiere capo Mario Iadonato

di Giorgio Fedeli

“Voglio subito tornare al lavoro”. Sono queste le prime parole, pronunciate con un filo di voce, dal brigadiere Mario Iadonato, ai superiori che gli hanno fatto visita, e ai medici che lo stanno curando. Mario Iadonato ieri notte, infatti, è stato ferito con una coltellata infertagli da un 46enne ubriaco (leggi l’articolo).

Il brigadiere, in servizio alla stazione di Montegranaro guidata dal maresciallo Giancarlo Di Risio, ieri era di servizio quando, intorno alle 22,30, la pattuglia è stata chiamata a intervenire in un bar della città per un uomo che aveva assunto un atteggiamento molesto. Un volto noto alle forze dell’ordine, quel 46enne di origini marocchine. Noto anche a Iadonato che, avvicinatosi con il collega, lo ha riportato alla calma invitandolo ad andarsene a casa. E alla fine i militari dell’Arma sono riusciti a convincerlo. Ma per sincerarsi dell’effettivo rientro a casa del 46enne, la pattuglia si è fatta un giro dalle parti della residenza di quell’uomo trovandolo appoggiato, a pochi metri di distanza dall’ingresso di casa, al cofano di un’auto, in via Fermana sud. In quel momento, almeno stando a una prima sommaria ricostruzione dell’accaduto da parte dei carabinieri, quell’uomo ha fatto cenno alle divise di dover loro dire qualcosa.

Il comandante provinciale dei carabinieri, Antonio Marinucci, all’uscita dal reparto di Chirurgia

E così Iadonato si è avvicinato. Un breve scambio di battute con il brigadiere che, una volta riportato nuovamente alla calma il marocchino, si è girato per andarsene. A quel punto l’escalation di violenza, con un’aggressione inaudita.

Il 46enne, infatti, ha estratto, sembra da una manica, un coltello da cucina, con una lama di circa 15 centimetri, accoltellando il brigadiere alla scapola sinistra. Una ferita profonda almeno 5 centimetri con la punta del coltello a perforare, seppur lievemente, un polmone. Attimi di terrore con il brigadiere soccorso dal collega, con lui in pattuglia, e il criminale a darsi alla fuga. Immediata la richiesta di soccorso al 118 e di intervento ai colleghi dell’Arma. E così, mentre Iadonato veniva medicato sul posto per poi essere trasportato d’urgenza al pronto soccorso, i carabinieri intervenuti in forze a Montegranaro, si sono lanciati in una caccia all’uomo conclusasi poco dopo con l’arresto del 46enne che ora dovrà rispondere di tentato omicidio, resistenza, lesioni aggravate e porto abusivo d’arma.

Il sindaco Ediana Mancini, in ospedale

Il 59enne Iadonato, invece, dal pronto soccorso è stato trasferito al reparto di Chirurgia dell’ospedale Murri di Fermo dove è tuttora ricoverato, in prognosi riservata. E dove questa mattina ha ricevuto la visita del comandante della legione carabinieri Marche, il generale di brigata Fernando Nazzaro, accompagnato dal comandante provinciale dell’Arma, il tenente colonnello, Antonio Marinucci. Una grande famiglia, l’Arma, che si stringe costantemente ai suoi militari, soprattutto in simili e gravi episodi. Gli ufficiali si sono sincerati delle condizioni del brigadiere esprimendo vicinanza e solidarietà a lui, in primis, e ai suoi familiari, augurando a Iadonato una pronta guarigione. E la risposta del brigadiere? Anche se con un filo di voce? “Voglio subito tornare al lavoro”, massima espressione di senso del dovere, spirito di sacrificio e attaccamento alla divisa e alla comunità nella quale opera quotidianamente.

In reparto anche il sindaco Ediana Mancini: “Mario è forte. L’ho trovato dolorante ma anche deluso – le parole del primo cittadino all’uscita dal reparto, dopo la visita al brigadiere – ora è in osservazione, stanno monitorando le sue condizioni”. La coltellata, infatti, ha perforato, seppur lievemente, un polmone. Ciò ha provocato uno sversamento di sangue. Da qui il drenaggio. “Se funzionerà, Iadonato potrà restare a Fermo, altrimenti i medici valuteranno se trasferirlo a Torrette – spiega la Mancini – è provato, sofferente ma l’ho visto anche deluso, quasi a sentirsi tradito da quell’uomo che conosceva, che lo ha accoltellato alle spalle, vigliaccamente. Un gesto di una gravità inaudita, inaspettato. Io non posso che ribadire tutta la vicinanza e la gratitudine mia e dell’amministrazione, per conto di tutta la nostra collettività a Mario, ai carabinieri della stazione guidata dal comandante Di Risio, e all’Arma, che ogni giorno rischiano la vita per il paese.

Certo, reputo la nostra comunità tranquilla ma purtroppo non immune a simili episodi. Mario, comunque, dicevo, è forte, combattivo ed è in ottime mani con il personale dell’ospedale. Sono venuta in ospedale per sincerarmi di persona delle sue condizioni e per portargli l’affetto della nostra comunità. In ospedale anche il senatore Francesco Verducci. Restiamo tutti in attesa che si riprenda, il prima possibile, dalla ferita procuratagli con quell’agguato gravissimo, vile”.

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